I NOSTRI OSCAR: UCCELLI E SUPEREROI


Editoriale del 24 febbraio 2015

> Esaltati dalla notte degli Oscar, che ha premiato stavolta film di tutto rispetto, vogliamo anche noi assegnare le statuette del Liceo Quijote, per segnalare tre capolavori assolutamente da non perdere, distribuiti nelle sale italiane in questi giorni. Diversissimi per stile e atmosfera, sono accomunati dalla capacità di trasfigurare, grazie a tecnica sopraffina e anima generosa, lo stato delle cose contemporaneo e di sublimarlo, con gran senso dello spettacolo, nell’uso smodato del pianosequenza: la migliore chiave espressiva per restituire sullo schermo la tragicommedia del flusso nevrotico che presiede le nostre esistenze. Il primo e il secondo hanno nel titolo gli uccelli, il secondo e il terzo il nome di un supereroe: segno che il cinema che vola alto è quello che sceglie un punto di vista celeste, o perlomeno aereo. Il primo è già un classico del cinema; il secondo è il vero trionfatore anche a Hollywood, con 4 statuette (compresa quella per la miglior regia, coincidente con la nostra) e lo ha già elogiato, da par suo, Luca Foschi in un recente editoriale. Il terzo è una perla dell’animazione Disney, vittorioso sia qui che all’Academy (come miglior film d’animazione).
> Premio Don Chisciotte per il Miglior Film: UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL’ESISTENZA di Roy Andersson
> Il vincitore dell’ultimo Leone d’Oro di Venezia è un ghiribizzo surreale d’alta classe, debitore delle immagini di Hopper e dei balbettii di Beckett. Personaggi dai volti imbiancati di gesso si muovono tristi, solitari e finali in un mondo assurdo e sgangherato, incorniciato in splendidi pianisequenza e servito da dialoghi pieni di luoghi comuni e insensatezza. Un’umanità demente e infelice, buffa e disperata, già morta e ancora infantile, impaginata in una fotografia di livida luminosità. Lo svedese Andersson, nipotino di Kafka, è un Bergman con il senso dell’umorismo, che ci sgomenta e ci diverte, dimostrando un talento visivo di prim’ordine: la sua galleria di quadri in movimento sfiora spesso il geniale.
> Premio Sancho Panza per la Migliore Regia: BIRDMAN di Alejandro Gonzalez Inarritu
> Nel cuore di Broadway, un attore diventato famoso nel ruolo di supereroe vuole accreditarsi come regista e protagonista di un’opera teatrale colta tratta da Carver. Scandito dal rullo costante di una batteria, il film è una rutilante serie di pianisequenza ininterrotti che fondono metacinema e metateatro, vita e arte, fiction e realtà, palco e backstage, fatti e YouTube, verità e Marvel. Il virtuosismo delle riprese rinnova genialmente il linguaggio del cinema in uno splendido gioco di specchi che ricorda Altman, ma anche Fellini e Welles. Interrogandosi sull’essenza dell’arte e sul suo rapporto con la vita, Inarritu ferma, filma e firma la vita e l’immaginario del 2015.
Premio Dulcinea per il Miglior Film d’Animazione: BIG HERO 6 di Don Hall e Chris Williams
Nozze tra Disney e Marvel, celebrate dal produttore della Pixar, John Lasseter: le tre case che hanno dominato il cinema di questi anni e plasmato più di ogni altra l’immaginario contemporaneo si uniscono per confezionare un film d’animazione che sintetizza al meglio significati e umori del mondo dei supereroi. A dimostrazione che il miglior cinema dei nostri tempi è quello dei cartoon, si scandagliano i temi esistenziali più seri che i film recitati da attori in carne e ossa stentano ad affrontare, shakerandoli con gusto fantastico e divertimento spassoso: le difficoltà dell’adolescenza e l’elaborazione del lutto, le ambivalenti magie della tecnologia avvenirista e i sentimenti umani più profondi frullati in uno spettacolo 3D emozionante e divertente. Un capolavoro di grazia e intelligenza che prevede, alla fine dei titoli di coda, la solita comparsata di Stan Lee.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

>

da Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza (2014) diretto da Roy Andersson

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