I NUOVI TURISTI


Editoriale del 18 luglio 2019

Un tempo si viaggiava per conoscere città e paesi, e i turisti si accontentavano di fotografare la Torre Eiffel o il Partenone. Pazienza se visitavano Pompei o il Colosseo, non lo facevano certo pensando di essere dei “tanatoturisti”. Così vengono definiti oggi coloro, e sono tanti, che si recano in luoghi associati con morte e sofferenza, che siano cimiteri, campi di concentramento, fosse comuni, aree disastrate da tsunami o terremoti. All’inizio i tanatoturisti si accontentavano di farsi un selfie sorridenti sul luogo del naufragio della Concordia (2012), con i morti ancora dentro la nave. Ora però questo non basta più: non solo ossa umane e sangue fresco o secco, occorre aggiungerci un po’ d’avventura. Chernobyl era considerata dal 26 aprile 1986 una città da cui tenersi alla larga per almeno qualche secolo. E invece, chi l’avrebbe mai detto, è diventato un luogo di culto per i turisti “dark”, chi se ne frega delle radiazioni. Ma i nuovi turisti non cercano solo luoghi mortiferi. Seicentomila persone si stanno preparando per il prossimo settembre ad assaltare Area 51, una base dell’aeronautica statunitense nel deserto del Nevada dove vivrebbero degli alieni (pare che qualcuno frequenti la mensa) o quanto meno sarebbero custoditi, forse nei freezer, i corpi di alcuni di loro. Il successivo viaggio dei nuovi turisti si spingerà sino ai bordi che delimitano la Terra, che come si sa è piatta. Li dovranno solo stare attenti a non cadere di sotto.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Un tempo si viaggiava per conoscere città e paesi, e i turisti si accontentavano di fotografare la Torre Eiffel o il Partenone. Pazienza se visitavano Pompei o il Colosseo, non lo facevano certo pensando di essere dei “tanatoturisti”.
Da I NUOVI TURISTI – Editoriale di Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

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