UN OGGETTO MAGICO


Editoriale del 24 agosto 2020

 

Oggi la mia attività di archeoglottologo è considerata l’ossessione di un dilettante che dissolve la sua esistenza in elucubrazioni inutili e insensate. Loro, i miei contemporanei, si rifiutano di prendere sul serio il passato remoto. Oggi, per esempio, nessuno sa cosa sia stata la lentezza entusiasmante di un discorso, il divertimento dei giochi retorici, degli oggetti magici. Oggi si procede per soluzioni concentriche comunicate tramite eiconogrammi simultanei [questo testo è il frutto di una traduzione preventiva realizzata nel 2020 da un morfoprofeta maniacale – n.d.r.]. Oggi i miei contemporanei non possono nemmeno sospettare la rutilante bellezza che ci siamo persi quando, nel 3423, in nome del cosiddetto ‘progresso irreversibile’ il concetto stesso di libro fu abbandonato alla ‘damnatio memoriae’. Il libro era un meraviglioso oggetto magico composto da fogli di carta – la carta non esiste più da circa 900 anni – cosparsi di innumerevoli macchioline d’inchiostro (una specie di emaclof, ma non traslucido). E quelle macchioline potevano regalare visioni, riflessioni, emozioni. Potevano cambiare il senso di un’esistenza. Ma soprattutto potevano scatenare in chiunque quella forza incendiaria e suprema che si chiamava fantasia.

Pensate a questa frase che ho appena letto in un libro antichissimo: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.” In quest’epoca di eiconogrammi chi volete che sappia cos’è il Verbo? A chi può interessare cos’è Dio? Chi è Dio? E chi pensate che si possa chiedere com’è che Dio e il Verbo possono coincidere se l’uno non ERA l’altro ma solo PRESSO l’altro,? È un mistero. Ma nessuno oggi ha una vaga idea di cosa possa essere un mistero.

Archeoglottologo ignoto (traduzione del morfoprofeta maniacale Filippo Martinez)

 

“Oggi, per esempio, nessuno sa cosa sia stata la lentezza entusiasmante di un discorso, il divertimento dei giochi retorici, degli oggetti magici. Oggi si procede per soluzioni concentriche comunicate tramite eiconogrammi simultanei” Da UN OGGETTO MAGICO – Editoriale di un archeoglottologo ignoto nella traduzione preventiva del morfoprofeta maniacale Filippo Martinez

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