OMBRA E LUCE


Editoriale del 30 dicembre 2013

Io quel giorno dissi no a Giacomino Settigonca. Aveva spostato bombole tutto l’inverno per farsi i soldi del biglietto per l’India. Adesso vende occhiali da sole e souvenir in un paesino sul mare in Brasile, ha tre figlie e un pappagallo che dice parolacce in italiano, sardo e portoghese. Ne ha viste parecchie. Una volta in Congo s’è pure preso una pallottola nella spalla, come gli eroi. Trafficava pietre preziose. Io sono rimasto qui e da vent’anni ho un cinema con due sale da 50 posti e faccio girare il film che dico io. Quando il film finisce esco fuori, mi accendo una sigaretta e li aspetto. Voglio vedere che faccia hanno e cosa dicono dopo aver visto un’altra vita sfilare sullo schermo. Lo faccio da vent’anni. I miei preferiti sono quelli che piangono: soprattutto gli uomini, che sono rari. Ieri uno con gli occhi velati ha tirato dritto fin dentro il bar di fronte, si è guardato intorno ed è andato via senza dire nulla. Giacomino dice sempre che una volta che te ne vai perdi quella cosa e allora ti devi perdere del tutto o sei fottuto. Lui è sempre stato spavaldo. Io l’infinito me lo sono cercato da codardo. Mi perdo del tutto due volte, prima sullo schermo poi nella gente. Ma nessuno mi leva di testa l’idea che siamo fottuti entrambi, io e Giacomino Settigonca. Una nell’ombra, l’altro nella luce.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan war’s correspondent)
foschiluca.com

COGLI L’ATTIMO

 

da Pasqualino Settebellezze (1976) di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini

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