UN PADRE, UN FIGLIO E UNO SPETTRO


Editoriale del 15 marzo 2021

Sono tante e molto varie le divinità che da sempre affollano l’empireo degli umani. Dagli dei greci con la loro sottomarca costituita dai semidei generati da incontri coi terrestri, agli dei vedici; dalle infinite divinità cinesi, al monolitico dio islamico; dalle variopinte divinità africane, a Odino con la sua cricca vigorosa; e tutte tendono a stabilire gerarchie che sempre dominano e controllano la razza umana. Tutte tranne una: la Trinità cristiana. Un vero e proprio ordigno di poesia e teologia. Abbiamo un Padre, Dio; un Figlio di Dio, Dio anch’esso; e uno Spirito Santo, indecifrabilmente Dio. In questo trio consustanziale il possente Dio biblico che punisce e perdona, che s’infuria e regala, è la fiaba; poi c’è Gesù, il figlio, che – sebbene coloro che hanno documentato la sua esistenza si siano un po’ lasciati prendere la mano dagli effetti speciali (passeggiate sulle acque, spettacolari guarigioni, moltiplicazione di pani e pesci…) – è una delle infinite possibilità di noi stessi. Infine c’è lo Spirito Santo. Rappresentarlo come una colomba è un attentato alla sua spaventosa forza poetica; lo Spirito Santo non è rappresentabile, è l’Inconcepibile che concilia il sonno e la veglia, la fiaba e la cronaca, Jahvè e Gesù. E l’Uomo. E con l’uomo concilia anche il cerbiatto e il papavero, la costellazione di Orione e le onde del mare, la nostalgia di una canzone e il Psallo di un universo lontanissimo.
Jorge Luis Borges ha detto che la “concezione di un padre, di un figlio e di uno spettro articolati in un solo organismo” è una delle più sorprendenti invenzioni letterarie di tutti i tempi. Ha ragione. L’anonimo creatore che nel secondo secolo dopo Cristo per la prima volta ha concepito questa Trinità era di certo illuminato dallo Spettro. Dallo Spirito Santo.

Editoriale di Filippo Martinez (Storico dell’arte)

“Jorge Luis Borges ha detto che la «concezione di un padre, di un figlio e di uno spettro articolati in un solo organismo» è una delle più sorprendenti invenzioni letterarie di tutti i tempi.”
Da UN PADRE, UN FIGLIO E UNO SPETTRO – Editoriale di Filippo Martinez (Storico dell’arte)

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