PAMPLONA


Editoriale del 7 dicembre 2018

 

La violenza ha tante occasioni per mettersi in mostra: guerre, derby, attentati, riunioni condominiali, un parcheggio conteso, una sconosciuta poco disponibile, una moglie riottosa, un sorpasso. Purtroppo viene anche ritualizzata, per esorcizzare una paura, o usata per dare senso a una festa popolare. Come a Pamplona. Folle di uomini, tutti gli altri giorni dell’anno per bene, con famiglie in regola e spirito cristiano, insieme a turisti in cerca di emozioni, si divertono a scansare tori intenti a non scivolare goffamente per inseguire un esercito di rincoglioniti, dei quali non gliene frega un bel niente. L’animale viene costretto a inseguire una fiumana invasata di gente eroica sconosciuta, mai vista prima, che non rappresenta il genere umano. Sia detto senza presunzione alcuna. Molti fanno foto per stupire gli amici. Le ho viste anch’io, a casa di miei ex amici. Tutto è andato liscio, sino a quando, per curiosità, ho chiesto “Scusa, chi è quel coglione sulla destra?”. Mi sembrava somigliasse a uno di Cagliari. Altro che somigliare, era proprio lui, il padrone di casa, un permaloso che ha paura dei gechi, e li fa uccidere dalla moglie, una che mi sarei fatto volentieri, giusto per far capire cosa si prova a portare due corna. Io preferisco vedere il toro che bruca, un bue sovrapensiero, anche sovrapeso, (con una P), un’aquila che sfrutta le correnti, una pecora che tiene alto il nostro PIL. Ai pamplonesi piace mostrare il proprio coraggio proprio scappando. Boh!

Io ho sempre avuto un altro tipo di rapporto con gli animali, che conosco, essendo nipote, per parte di madre, di pastori. Da piccolo mi è capitato di andare “alle vacche”, con mio cugino Angelo, qualche volta ho passato la notte con lui d’estate, temendo che potessero mettermi i piedi in testa, nel senso fisico e non come si dice. “Non ti fanno niente, non sono in cerca tua”. Gli animali non fanno niente di gratuito, e neanche di sfizioso. L’ho imparato presto, e ho avuto sempre conferme.

 

Nino Nonnis (sa Cavana di Aristan)

 

L’animale viene costretto a inseguire una fiumana invasata di gente eroica sconosciuta, mai vista prima, che non rappresenta il genere umano. Sia detto senza presunzione alcuna. (da PAMPLONA – Editoriale di Nino Nonnis)

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