PANGEA, NOTIZIE DALL’IO: BERSANI


Editoriale del 22 aprile 2013

Allora, ecco, ve lo dico. Siamo in una stanza enorme, ma proprio una roba enorme. Un parallelepipedo di marmo bianchissimo. Però la luce è torbida, sembra un crepuscolo in campagna. Deve esserci un camino molto grande ma non lo vedo. E al centro vedo qualcuno che fa delle cose, che si agita. Io sono entrato da una porticina sul fondo e allora mi avvicino. Poi lo capisco che sti geni qua stanno giocando a luna monta. E poi quando mi avvicino capisco pure chi sono e non ci voglio mica credere: Marx ed Engels, Rosa Luxemburg! Lenin e Stalin! Turati! Gramsci e il Che cazzo! il Che! Allende, Breznev, Trockij! Mitterand, Willy Brandt e Brecht! Ci stanno tutti! Pasolini! E Orwell! Vacca boia pure Sraffa! Guarda là…Togliatti e Berlinguer, roba da non crederci…ajò Enrico, vacca boia…ci sta pure Ochetto…e comunque tutto sto popò di gente fa la luna monta ma in una maniera serissima! Tutti scuri in volto! Calzoni corti e canotta bianca a costine! Concentratissimi! Manco mi vedono! Poi arriva uno che mi fa, credo di Berija, mi fa: “La canotta ce l’hai. Spogliati e mettiti in testa alla fila”. E io ho un po’ paura però poi vado. Dietro di me c’è uno coi baffi che parla italiano e lo conosco ma ho un blocco, mi viene mica il nome. I sogni, si sa sta roba qua. Davanti a me l’immensità dello stadio marmoreo. Mica faccio in tempo a saltare. Tutto si blocca. Mi giro e vedo che in lontananza qualcosa di luminoso avanza, di mano in mano, lungo i busti piegati. Poi il baffo me lo passa. È un cerino e mi si spegne in mano e mi brucia il pollice. Capisco mica. Poi il Baffo da dietro mi dice: “Ora abbassati le mutande. L’ultimo paga sempre. Quasi. È la storia. Ci son passati tutti. Forza”. Io non riesco a muovermi mica. Allora il Baffo mi tira giù le braghe e mi afferra per i fianchi e io urlo ma si sa si sente mica nulla e grido e grido e grido….e quando apro gli occhi c’è il profumo buono di mia moglie nel letto. Poi capisco tutto. Vacca boia. E piango.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

Spunta la Luna dal monte è la versione italiana della canzone Disamparados, scritta da Luigi Marielli, componente dei Tazenda, che la affidarono ancora inedita a Pierangelo Bertoli per il Festival di Sanremo del 1991. La versione in gara, cantata insieme da Bertoli e dai Tazenda, si piazzò al quinto posto della classifica finale

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