I PARENTI


Editoriale del 24 settembre 2021

Con il matrimonio si acquisiscono dei parenti. All’inizio sei contento di allargare la cerchia dei tuoi affetti, ma poi capisci che possono portare a complicanze, non perché non ci vada più d’accordo, ma proprio perché ci tieni e hai degli obblighi vincolanti. A mio cognato piace organizzare incontri, sagre familiari, festeggiare i compleanni, i battesimi, gli anniversari, per i quali c’è l’usanza di fare i regali, e quindi dover andare a sceglierli e decidere quanto spendere.
Io di regali me ne porto sempre due e a seconda di cosa c’è da mangiare mi regolo quale dare, perché una volta ho speso 150 euro e ho mangiato amaretti, neanche di Saronno bagnati con un bicchiere uno di moscato.
Il fatto è che mio cognato è un concomitante incallito e distratto: festeggia il suo anniversario di matrimonio quando c’è Cagliari – Juve, ti invita per la promozione in banca quando c’è la finale di Coppa dei Campioni, il compleanno del figlio maschio cade quando c’è la partita decisiva per la Coppa Uefa, quello della femmina quando c’è la Nazionale.
E tu ci devi andare, non puoi neanche arrivare in ritardo, perché c’è il taglio della torta, sei lo zio preferito, il cognato più meglio. Se non ci sei tu a dirigere il coro per “tanti auguri a te” non lo iniziano, solo io ho l’accendino per le candeline.
Una volta ho rinunciato alla finale di coppa Italia. Di maschi c’ero solo io, a parte un collega di mio cognato che chiama la banca la banchessa. Sono arrivati tutti insieme alla fine del secondo tempo e per mezz’ora hanno discusso delle azioni migliori.
Non sempre dietro un entusiastico invito c’è una partita in agguato. C’è anche la giornata di caccia. Molte volte mi è capitato di essere l’unico maschio, mentre gli altri invitati erano tutti a caccia, tutti a inseguire conigli o ad aspettare il passaggio di qualche cinghiale disorientato.
Mia moglie mi ha preso a calcetti tutta la sera, con quelle scarpe a punta che si usano adesso. Quando sono tornato a casa non ce la facevo più, ho piazzato un casino tale che adesso tutto il vicinato sa che tipo è mio cognato. Un vicino mi ha anche dato ragione il giorno dopo, mentre uscivo dal cancello “Ha ragione, signor Nino, no si fa così, se lo dica a suo cognato. Da quando l’avrei mandato a cagare”. Mi è toccato dirgli grazie.
E glielo dico sì, anzi glielo sto scrivendo e dedicando: caro cognato, lascia perdere le domeniche per organizzare le tue ricorrenze. Il martedì e il mercoledì ci sono le Coppe, il venerdì c’è l’under 21. Il sabato, lo sai che c’ho il pokerino con gli amici di sempre, e guai se li lascio in quattro. Il giovedì devo giocare a pallone all’Amsicora con Rossano e quel gruppo di inguaribili sentimentali, giornata piena quindi, perché dopo andiamo a cena e ci divertiamo un casino. E una giornata così me la merito anche io.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“Con il matrimonio si acquisiscono dei parenti. All’inizio sei contento di allargare la cerchia dei tuoi affetti, ma poi capisci che possono portare a complicanze.“
Da I PARENTI – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

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