PARI MA NON PATTA


Editoriale del 2 ottobre 2020

L’opposizione si lamenta, rimarcandolo ogni volta: ha presentato più di duemila proposte al governo, che non ne ha accolto manco una. Possibile? Se lo dicono è così, del resto non ho sentito precise rettifiche in merito.
Penso e ripenso e mi pongo dall’altra parte: di ogni iniziativa, proposta, progetto o legge approvata, compresi i vari editti, l’opposizione ha sempre espresso critica preventiva e successiva. Spesso ha detto una cosa e a seconda dell’indirizzo di governo il contrario di essa. Insomma non gliene è mai andata bene una e lo rimarco per par condicio dialettica.
È una vecchia regola psicologica. Se entri in una stanza e indichi il disordine lo cercherai e lo troverai. Se ne indicherai l’ordine lo cercherai e lo troverai dandogli il tuo senso.
Ricordo ancora quanto mi disse il mio caro amico e compagno di scuola che non c’è più: Sandro Piredda, esponente politico della destra, che era stato ricoverato per suoi guai in Svizzera: aveva sentito durante le elezioni svizzere i discorsi televisivi e aveva apprezzato il fatto che l’opposizione non demolisse in toto gli avversari, ma ne lodasse l’impegno e si ripromettesse soltanto (e naraddi pagu) di migliorare.
Concludevamo che in Svizzera deve essere difficile essere scontenti o favorirne l’impressione. Questione di contesto. In Italia equivarrebbe a un suicidio, ammesso che qualcuno adottasse il criterio.
Si verifica sempre di più, l’unica differenza dipende dall’abilità del parlante, dalla sua misura, da quanto tira l’elastico della credulità, distinguendo tra la voglia e la sua accettazione convinta.
I sensali ebrei giravano sempre in due per essere più credibili, uno serviva di rinforzo all’altro. Ma attenzione alle esagerazioni. Uno magnificava e l’altro rinforzava. Talmente abili che per essere creduto uno dei due ammise che la ragazza aveva però un piccolo difetto. “Niente di ché, ma vogliamo dirvelo” – “Dica pure” – “La ragazza ha… una piccola gobba” e l’altro si aggiunse come da copione “E che gobba!”.
Attenzione quindi a non esagerare, in un senso e nell’altro.

Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

“Concludevamo che in Svizzera deve essere difficile essere scontenti o favorirne l’impressione. Questione di contesto.”
Da PARI MA NON PATTA – Editoriale di Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

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