PAROLE PAROLE PAROLE


Editoriale del 27 febbraio 2015

Il termine “parole”, pronunciato per tre volte, perde ogni significato.
Ascolto con sempre maggior distacco i dibattiti pubblici di politica nazionale: mi aspetterei riflessioni in grado di stupire, di aggiungere valore, di saltare un po’ più in alto dell’asticella solita, posta nelle variegate dispute televisive ormai ad altezza “limbo”.
Vedo invece le parole rotolare verso il vuoto, saltando, frenando, annullandosi, smentendosi, perdendo qualsiasi senso logico di marcia.
L’ascolto non è un opzione considerata.
Esiste solo la parola urlata, pronunciata per confondere o per difendere ad oltranza privilegi anacronistici e posizioni insostenibili.
I punti cardinali intorno ai quali ruota il vivere comune (mi vengono in mente Giustizia, Bellezza, Dignità, Etica), invece che essere messi a nudo, ripuliti, purificati, vengono utilizzati senza alcuna responsabilità personale né rendicontazione pubblica.
Eppure le parole, una volta uscite dalle nostre labbra, sono macigni.
Propongo per il futuro lo studio obbligatorio del metodo giapponese delle 5S (Seiri, Seiton, Seiso, Seiketsu, Shitsuke), preludio di qualità, per una volta applicata alla vita civile. Separare necessario e superfluo, ordinare in posizioni ben definite per eliminare fraintendimenti, pulire e ordinare per scoprire i problemi, definire e formalizzare i nuovi standard di pulizia e ordine e infine mantenere e migliorare i risultati raggiunti.
La pulizia e qualità delle parole e la responsabilità personale del loro utilizzo univoco e comprensibile (che confina con il rendere conto), sono una delle poche vie di salvezza contro l’oscurità.

Luca Cocco
Connessionauta di Aristan

COGLI L’ATTIMO

un video di Niccolò Fabi in una nuova elaborazione di un pezzo immortale di Mina.

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA