PARZIALMENTE NUVOLOSO


Editoriale del 14 luglio 2019

Quando è crollato il castello di sabbia dell’Europa, con la Brexit del giugno 2016, Corbyn era lì. Alla marcia che ha attraversato le vie di Londra inglesi ed europei, ancora increduli, bruciavano fantocci con le sembianze del leader laburista. Non andava meglio a Boris Johnson, scortato dalla polizia e bersaglio di oggetti di varia natura, mentre cercava di infilarsi inosservato al 10 di Downing Street. La Gran Bretagna si era svegliata fuori dalla UE e faticava a crederci. I centralini degli uffici elettorali erano intasati dalle chiamate di cittadini pentiti che chiedevano se fosse possibile annullare il voto. Doveva essere un voto di protesta e invece sembrava una commedia post moderna. Cameron, europeista convinto, indice il referendum e lo perde (dimissioni). Theresa May, anche lei fino al giorno prima pro Europa, si trova a dover negoziare l’uscita. Farage, che alla UE aveva dichiarato guerra, annuncia le dimissioni, considerando la propria missione compiuta. Intanto Corbyn di paglia e stracci bruciava per aver dichiarato il proprio euroscetticismo durante la campagna elettorale. In prima serata, all’ultimo dibattito, mentre era rimasto solo lui a contrastare il fronte compatto conservatore: Quanto è importante l’Europa in una scala da zero a dieci? Lui, dritto in camera: direi forse 7. A Londra fa caldo e Corbyn ancora brucia, sempre in equilibrio tra salvezza e contestazione interna al partito. Ora pure i sindacati vogliono che si voti di nuovo e il leader laburista non può permettersi di perdere ancora consenso. Così tira fuori il coniglio dal cilindro, di fronte alle mascelle spalancate dell’opinione pubblica. Vuole un nuovo referendum e ha iniziato a fare campagna per la permanenza in Europa. Tutto bene quindi. Se non fosse che in una lettera inviata agli elettori nei giorni scorsi ha promesso di impegnarsi per far uscire il Regno Unito dall’Europa, tenendola però nell’unione doganale UE. A Londra fa caldo e i ragazzi si buttano nelle fontane, perché sanno che anche se oggi è estate domani potrebbe piovere. In Inghilterra di incerto, per ora, rimangono il clima e il partito laburista.
Eva Garau (Precaria di Aristan)

“I centralini degli uffici elettorali erano intasati dalle chiamate di cittadini pentiti che chiedevano se fosse possibile annullare il voto.” Da PARZIALMENTE NUVOLOSO – Editoriale di Eva Garau (Precaria di Aristan)

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