L'INGANNO DEL FORMICHIERE


Editoriale del 22 gennaio 2016

L’INGANNO DEL FORMICHIERE – Editoriale di Virginia Saba (Autostoppista per Aristan)
Sono Place des Vosges uno di luoghi più belli e romantici del mondo dove abitava Victor Hugo.
Proprio affianco alla casa dell’autore de “I Miserabili“ hanno realizzato uno dei ristoranti più costosi che conosca: si mangia solo caviale.
Non potendo permettermi di entrare vado almeno ad ammirarne il menù diventando Cosette e Jean Valjan che scappa coi luccicanti candelabri d’argento rubati al prelato.
Tra quella folla di miserabili si fa largo uno stravagante omino coi baffi che tiene al guinzaglio uno degli animali più orribili del mondo con il muso appunta e la lingua lunghissima.
Mi fa salire sulla sella di quello strano essere dandomi un passaggio nella banalità del nulla. Jean Valjean gli dona i candelabri luccicanti che a sua volta lui porge a un signore dall’aspetto macilento. «E’ il maestro André Breton», mi dice Dalì. Il formichiere sul quale cammino è lo stesso stampato nel suo ex libris. E mentre ci allontaniamo dalla piazza mi spiega il senso di quel sogno surreale. «Vedi, Cosette, la lingua di questo animale, luccicante e voluttuosa ti ha ingannato e condotta sin qui. Vieni attirata dove non puoi andare con la vana speranza che ce la farai». Come le termiti sono stata mangiata dal suo formichiere. Scappo da Place des Vosges e da ogni tentazione.
Virginia Saba (Autostoppista per Aristan)

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Strani animali al guinzaglio. Con Aldo Giovanni e Giacomo

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