PATTINANDO


Editoriale del 28 aprile 2013

Salgo in auto per andare a lavoro, metto un CD di Frank e, sulle note di Night and Day, percorro Viale Marconi. Immagino di pattinare sul ghiaccio. ..Night and daaay…supero una Panda…you are the ooone… rientro nella mia corsia. Piove. I tergicristalli, stranamente, vanno in sincronia con la musica…Only you ‘neath the moon or under the suuun…brrrrr scretch, (lo so, li devo cambiare). Sono concentrata sulla musica, mi sento Regina del mio Regno Individuale e sto combattendo la mia battaglia per la liberalizzazione del concetto di poesia: al solito chiasso innervosente dei motori e dei clacson in mezzo al traffico, contrappongo le note di Cole Porter… Whether near to me or faaar…La mia guida nervosa lascia il passo alla morbidezza e alla fluidità di movimento e, al pari di Carolina Kostner, piroetto verso il semaforo della metro…It’s no matter, darling, where you aaare… Tutto diventa, così, incredibilmente poetico. C’è un uomo col cappello, al mio fianco. In genere odio gli uomini col cappello perché guidano da cani, ma lo guardo…I think of youuu…e gli sorrido…Night and daaay…Mi sorride a sua volta. La poesia è all’apice: galleggio in aria con un doppio axel. Parte la seconda strofa…Night and… PARTI STRONZA!!! L’urlo mi giunge come una coltellata, perdo l’equilibrio, mi schianto sul ghiaccio. Riapro gli occhi e metto la prima. Maleducato e insensibile, penso, e quasi mi viene da piangere mentre mi tolgo i pattini.

Giovanna Ferraro

COGLI L’ATTIMO

 

da Cerco il mio amore (The Gay Divorcee 1934) diretto da Mark Sandrich e interpretato da Fred Astaire e Ginger Rogers

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