PERCHÉ NON HO SCRITTO QUESTO EDITORIALE


Editoriale del 3 maggio 2013

L’editoriale inesistente
Qualche tempo fa, in seguito ad un articolo apparso sull’Espresso nel quale Umberto Eco citava ripetutamente Ian Fleming, sulla traccia del racconto di Borges “Le rovine circolari” auspicavo un editoriale nel quale venisse ripetutamente citato Umberto Eco.
Acquistando regolarmente l’Espresso in concomitanza con le abbinate opere in DVD di Giuseppe Verdi (l’opportuno masochistico acquisto mi finalmente convinto che a me la lirica non piace affatto) ho avuto modo di leggere l’articolo dello stesso Eco intitolato “Libri che parlano di libri” e trovandolo conseguente a quanto da me scritto in precedenza e nei miei confronti quasi provocatorio ho avvertito l’impulso, quasi un obbligo, di scrivere qualcosa sull’argomento.
L’idea di un libro sui libri che parlano di libri mi è apparsa eccessivamente laboriosa e, consapevole che nessuno, io per primo, lo avrebbe letto, ho in breve tempo abbandonato questa idea.
D’altra parte quello di Eco era un articolo e di conseguenza avrei dovuto scrivere un articolo su un “articolo che parla di libri che parlano di libri”.
Ma, avendo già avuto l’esperienza di un editoriale su Eco e non essendo desideroso di ripeterla, per pigrizia, logica e semplice buon senso ho deciso di non scrivere.

Ing. Carlo Todde
(Divulgatore Scientifico presso l’Università di Aristan)

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