I PESCI D’APRILE, TRA FAKE NEWS E LINCIAGGIO


Editoriale del 12 aprile 2018

I pesci d’aprile mi hanno sempre lasciato indifferente. Già all’asilo mi chiedevo cosa ci fosse di tanto divertente ad attaccarsi pesci di carta sulla schiena. Peraltro non sopporto la calendarizzazione della follia. Quello che viene considerato il più riuscito pesce d’aprile della storia (1° aprile 1938) ebbe successo proprio perché in quel giorno Orson Welles, per motivi tecnici non poté annunciare alla radio che i marziani avevano invaso la Terra. La notizia venne data sei mesi più tardi, il 30 ottobre, un giorno qualsiasi, e seminò il panico negli Stati Uniti. Oggi però i pesci d’aprile non hanno ragione d’esistere. Il confine tra scherzo e fake news è labile. Che differenza c’è tra le notizie che nei giorni scorsi sono finite tra lo stupidario dei quotidiani online etichettate come pesci d’aprile (es: “L’Unione Europea impone alla Sardegna di sostituire le pietre dei nuraghi con mattoni di plastica”) e amenità del genere “scie chimiche” o “microchip sotto pelle” che ci vengono propinate tutti i giorni da anni? Potremmo proporre che il 1° aprile diventi la giornata mondiale delle fake news e farle uscire tutte in quel giorno. Se poi volessimo considerare il 1° aprile come la giornata mondiale dello scherzo, occorrerà fissare dei paletti: uno scherzo funziona solo se tocca l’esistenza stessa delle persone, uno scherzo deve essere crudele. In questo caso però si rischia l’arresto o il linciaggio. Come capitato al sindaco di Beauvais, città in una delle regioni della Francia col tasso di disoccupazione più alto. Il 1° aprile ha solennemente comunicato ai suoi concittadini che l’Ikea avrebbe aperto un centro commerciale in grado di dar lavoro a 4000 persone. Era uno scherzo e ci avevano creduto tutti: in fondo di queste bufale i politici ne sfornano tutti i giorni, in tutto il mondo.

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

I veri scherzi sono quelli che toccano l’esistenza stessa delle persone, un vero scherzo deve essere crudele (da I PESCI D’APRILE, TRA FAKE NEWS E LINCIAGGIO, editoriale di Marco Schintu)

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