PIERO ANGELA CI SCUSI


Editoriale del 11 novembre 2018

È di qualche giorno fa la proposta parlamentare di istituire una commissione di vigilanza sulla divulgazione scientifica attraverso i canali del servizio pubblico. Il tentativo di incrementare il passaggio di contenuti legati alla ricerca, secondo il firmatario della proposta, il grillino Luigi Gallo, che parla di una vera “rivoluzione; un ritorno al MINCULPOP tout court a detta della senatrice del PD Simona Malpezzi. Il nuovo afflato verso la scienza si pone, se non altro, in contraddizione con i tagli previsti per l’istruzione, che tra scuola e università si prevedono drastici: tra i 100 e i 150 milioni di euro. Meno ricerca dunque, ma più trasmissioni televisive. Ci ha pensato Piero Angela a ricordare quanto l’Italia già si distingua per la qualità e la frequenza dei programmi di divulgazione scientifica, anche in prima serata. Numeri che neanche la BBC riesce ad eguagliare. Quale allora la necessità di una commissione che abbia il potere di censurare un contenuto o promuoverne un altro? La risposta la dà la parlamentare Barbara Lezzi, ospite a LA7. Il governo non vuole “controllare”, ma “cercare di dare tutte le versioni possibili in merito a un determinato argomento e non soltanto una”. Incalzata dal giornalista che le ricorda che la scienza non è un’opinione, replica: “ci sono diversi filoni intorno a un determinato argomento, che se poi convergono tanto di guadagnato, ma a nostro avviso è bene informare a 370 gradi il cittadino”. Speriamo che la prima puntata sia dedicata alla geometria. O forse quei dieci gradi in più saranno stati previsti da una manovra pluralista che riservi una quota protetta a scie chimiche e campagne no-vax. Mi immagino Piero Angela, di fronte a Di Maio che decide cosa si manda in onda e cosa no. Almeno questa la vita gliela poteva risparmiare.

Eva Garau (Precaria di Aristan).

Il governo non vuole “controllare”, ma “cercare di dare tutte le versioni possibili in merito a un determinato argomento e non soltanto una”(da PIERO ANGELA CI SCUSI -Editoriale di Eva Garau)

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