PING, PANG, PONG


Editoriale del 15 novembre 2018

Proprio in questi giorni (13-16 novembre), a Sèvres (Parigi), la Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure sta aggiornando la definizione del chilogrammo, una delle sette unità di misura del Sistema Internazionale (metro, ampere, mole, chilo, secondo, kelvin, candela). Più modestamente questo Ufficio, da tempi non sospetti (intendo dire prima che in Italia si insediasse un governo pressappochista), propone l’introduzione di unità di misura ben più vaghe e approssimative, ma sicuramente più adatte alla diffusa e dilagante cialtroneria. L’ettaro è già stato sostituito, nella percezione comune, con il campo di calcio e la distanza si misura in passi. Manca invece, ad esempio, un metodo di misura della grandine. Attualmente è un caos: i chicchi vengono di volta in volta paragonati a monete, noci, arance, noci di cocco, meloni…Semplificando, quelli piccoli potrebbero chiamarsi Ping, quelli medi Pang e quelli grandi Pong, come il rumore che fanno cadendo. Più in generale la possibilità di misurare tutto a spanne permetterebbe al nostro governo di prendere le distanze dall’Europa, notoriamente pignola e pedante (si ricordino le interminabili discussioni sulla curvatura dei cetrioli) ed eviterebbe a molti ministri o sottosegretari di dover fare i conti in pubblico con la propria ignoranza. Come già suggerito dal vicepresidente del Consiglio Di Maio durante una recente visita in Cina e a teatro nella Turandot, i cinesi, notoriamente indistinguibili, si potrebbero chiamare semplificando solo Ping, Pang o Pong. A seconda delle dimensioni, come la grandine.

Marco Schintu
Ufficio pesi e misure di Aristan

Come già suggerito dal vicepresidente deI Consiglio Di Maio durante una recente visita in Cina e a teatro nella Turandot, i cinesi, notoriamente indistinguibili, si potrebbero chiamare semplificando solo Ping, Pang o Pong. A seconda delle dimensioni, come la grandine (da PING, PANG, PONG, editoriale di Marco Schintu)

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