PIPPO È UN MISTERO


Editoriale del 5 ottobre 2020

Siamo animali, ma questo per noi non è un problema, è un mistero. E un mistero, un vero mistero, si compiace di essere insolubile, al massimo ci concede di essere percepito.
Nel film “Stand by me – Ricordo di un’estate”, il dodicenne Will Wheaton chiede agli amici: “Paperino, lo sappiamo, è un papero; Topolino è un topo; Pluto è un cane… ma secondo voi, Pippo cos’è?”
Rispondo io: Pippo è un mistero. È un cane bipede vestito da uomo che può portare a spasso un cane standard (quadrupede e nudo), chiacchierare con un topo, anche lui bipede, e con un papero che indossa un farfallino. Questa è la dimostrazione che basta la scintillante fantasia di un umano, nel caso specifico Walt Disney, per fondere e confondere tutto rivelandoci con un sorriso qualsiasi ipotesi alternativa di noi stessi, dello stereotipo di noi stessi.
Ma la fantasia non è soltanto un gioco, è la nostra scorciatoia per l’abisso. È lei che ci sussurra con gentilezza quello che nel profondo sappiamo molto bene: NOI SIAMO UN MISTERO. Tutti: Pippo, cani, paperi, topi, umani, ma anche cavallette, comete, plutoniani, calamari, galassie, arcangeli, canarini, buchi neri, oleandri, coccinelle, nebulose, canguri…
Certo, restano i problemi; queruli, ineleganti, sempre inopportuni, indegni di qualsiasi curiosità. A loro piacerebbe essere equiparati al Mistero. Ma è meglio che se lo scordino. Non hanno il fisico. Il Mistero è tutta un’altra cosa.
Filippo Martinez (Enigmista)

“Nel film “Stand by me – Ricordo di un’estate”, il dodicenne Will Wheaton chiede agli amici: «Paperino, lo sappiamo, è un papero; Topolino è un topo; Pluto è un cane… ma secondo voi, Pippo cos’è?»”
Da PIPPO È UN MISTERO – Editoriale di Filippo Martinez (Enigmista)

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