PIÙ FUNGHI, PIÙ MORTI


Editoriale del 25 ottobre 2018

Tutti gli anni, più o meno all’inizio dell’autunno, l’Ufficio pesi e misure fa il punto sul numero di quanti vanno a cercare funghi e scompaiono nel bosco. Forse scivolati su un sasso, caduti in un burrone, assaliti da un orso, sbranati da un lupo. Sono in continuo aumento. È così che solo nell’ultima settimana abbiamo detto addio a Mirko Norton, Guido Tac, Piero Spizzutella, Pippo Tamagogi e tanti altri, inghiottiti dal buio assieme al loro cestello. Proviamo a individuarne le cause: 1) i cambiamenti climatici – piogge abbondanti, temperature elevate – hanno allargato la stagione di raccolta 2) cresce la speranza di vita, vale a dire il numero di ultrasettantenni artritici, cardiopatici o ipovedenti che si avventurano nel bosco 3) è aumentato il numero di indigenti e nullafacenti, che trovano nei funghi, quelli buoni, un mezzo per sfamarsi. Per il momento fermiamoci qui. Di fatto, Mirko Norton, Guido Tac, Piero Spizzutella, Pippo Tamagogi e tanti altri, giovani o vecchi che fossero, hanno raggiunto il bosco e non hanno più fatto ritorno. Usciti dalla fiaba, vagano nell’Universo.

 

Marco Schintu

Ufficio pesi e misure di Aristan

 

Tutti gli anni, più o meno all’inizio dell’autunno, l’Ufficio pesi e misure fa il punto sul numero di quanti vanno a cercare funghi e scompaiono nel bosco (da PIÙ FUNGHI, PIÙ MORTI, editoriale di Marco Schintu)

 

 

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