PORTATILE SENSIBILE


Editoriale del 22 giugno 2013

Non saprei dire se questo gorgoglio che sento sia dovuto al mio stomaco in subbuglio o ai Ghz del portatile poggiato sulla mia pancia. Sono steso sul divano e ho appena finito la codifica della simulazione che ora gira a pieno ritmo. Posso sentire quasi fisicamente il caldo flusso di calcolo direttamente sul mio stomaco. Un intero universo digitale sta cospirando per la causa della mia gloria scientifica. Butto la testa all’indietro e provo a indovinare un risultato favorevole. Il mio portatile è come un oracolo che trasmette il suo calore vitale al mio corpo. Mi da un senso di benessere e di quiete. Come la borsa dell’acqua calda che mia madre mi concedeva da piccolo durante i mal di pancia. Se chiudo gli occhi posso ancora vedere le mie piccole dita che giocano con le morbide lamelle della sua superficie di gomma verde.
Il ronzio è finito. Alzo il visore LCD per vedere il risultato. Il programma è andato in ‘crash’ prima del responso. Che triste finale: un intero micro universo di cui non si conoscerà mai la sorte.

Alessandro Chessa
(Econofisico ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da il pranzo di Giuseppe Paviglianiti di Daniele Ciprì e  Franco Maresco

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