PRECIPITARE NEL BUIO – Editoriale del 27 settembre


Se mai dovesse capitarvi, come adesso sta capitando a me, di precipitare nella notte da una mongolfiera, dovete innanzi tutto pizzicarvi due volte una guancia per capire se siete in un sogno. Una volta appurato che siete svegli e, come nel mio caso, sotto di voi è buio pesto, potete essere quasi certi che vi trovate su un mare o su un deserto (molto più probabilmente un mare, l’acqua infatti occupa il 70,8 per cento della superficie terrestre contro il 10,7 occupata dai deserti); saperlo comunque non cambia niente, è solo per levarvi una curiosità. Il punto è che col buio non si può avere alcuna idea di quanto tempo manchi all’impatto. Ma forse è meglio così.
In ogni caso, che sotto ci sia un oceano o un deserto, vi consiglio di fare come me: considerate che precipitare è comunque un modo di volare e, finché potete, godetevi il volo.

Filippo Martinez (Aeronautico)

“Una volta appurato che siete svegli e, come nel mio caso, sotto di voi è buio pesto, potete essere quasi certi che vi trovate su un mare o su un deserto”
Da PRECIPITARE NEL BUIO – Editoriale di Filippo Martinez (Aeronautico)

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