PRIMO MAGGIO: POLEMICHE VIVE, LAVORATORI MORTI


Editoriale dell'11 maggio 2021

Primo maggio, festa dei lavoratori. Dopo un anno in cui il Covid ha occupato ogni giorno il primo quarto d’ora di tutti i tg e le prime dieci pagine di tutti i giornali, si apre un varco: tutti i media danno ampio spazio a Fedez, che accusa la Rai di avergli voluto censurare il suo indignato intervento sul ddl Zan, nel quale accusava il governo di tergiversare sul disegno di legge che colpisce le discriminazioni omofobe. Interviene perfino Pippo Baudo, che malinconia, per dire che quando c’era lui, caro lei, non sarebbe successo nulla, perché avrebbe fatto spegnere le telecamere e impedito quel discorso, colpevole di essere “divisivo”. Proprio così ha detto, “divisivo”, come se il termine indicasse qualcosa di ripugnante. Invece solo quello che è “divisivo” è interessante: dall’innamorato che sfoglia la margherita “m’ama non m’ama” al dialogo tra atei e credenti, fino alla contrapposizione tra apocalittici e integrati o al dibattito politico tra progressisti e conservatori. Una televisione del servizio pubblico dovrebbe trattare solo temi “divisivi”, altrimenti viene voglia di rispondere come il personaggio del nuovo delizioso Woody Allen a un regista che dichiara di voler girare un film sulla fame nel mondo: “immagino tu sia contrario”. Comunque, in questa settimana dopo il primo maggio sia ai Ferragnez che ai Pippibaudi, sia ai gay che agli etero, sia ai bestemmiatori che ai religiosi, sia ai comunisti che ai fascisti, vogliamo far presente che sono morti dieci lavoratori. Dieci incidenti mortali in sette giorni, subito dopo il primo maggio delle polemiche per il concertone. La bellissima ragazza madre Luana D’Orazio, 22 anni, stritolata dall’orditoio a Prato, è solo la vittima più nota, perché più adatta a catturare l’empatia popolare; ma ce ne sono state altre nove, tra cui Christian Martinelli, 49 anni, schiacciato tra gli ingranaggi di un tornio a Busto Arsizio, e Marco Oldrati, 52 anni, muratore precipitato da un ponteggio a Tradate. Tutti operai pagati poco più o poco meno di 1000 euro al mese. Alla Rai, dove già si chiedono a chi far presentare il concertone del primo maggio 2022, forniamo questi dati riportati dal Sole 24 Ore, non dal Manifesto: nel 2010 i morti sul lavoro furono 900, una cifra enorme. Nel 2020, dopo un decennio di concertoni CGIL CISL UIL, sono saliti a 1270: quasi quattro al giorno. Il 2021, se continua così, rischia un ulteriore incremento dei decessi. Suggeriamo sommessamente ai sindacati che il loro compito sarebbe quello di lottare per sottoporre i macchinari delle aziende al controllo della sicurezza più che per difendere il “divisivo” Fedez dalle critiche del democristiano Pippo Baudo.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“Una televisione del servizio pubblico dovrebbe trattare solo temi ‘divisivi’, altrimenti viene voglia di rispondere come il personaggio del nuovo delizioso Woody Allen a un regista che dichiara di voler girare un film sulla fame nel mondo: «immagino tu sia contrario».”
Da PRIMO MAGGIO: POLEMICHE VIVE, LAVORATORI MORTI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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