QUA LA MANO


Editoriale del 2 agosto 2018

Non c’è quotidiano online che si rispetti che non abbia la sua brava sezione di promozione animale, dove si esalta il comportamento antropomorfo di cani e gatti (ma le balene e le stelle marine non sono escluse). Mai una volta però che si racconti di cani che divorano bambini o di gatti più feroci di una tigre, come anche gli umani sanno essere. Sono sempre educati e carini, chiedono scusa ai loro padroni e si sentono in colpa. È comunque, questa sezione dei quotidiani, una specie di libro Cuore canino e felino dove si narrano storie strappalacrime di abbandoni e ritrovamenti, mentre il resto del giornale descrive l’inferno in cui viviamo. Non vorrei però essere frainteso. Anche se come Giorgio Manganelli “con i cani ci siamo sempre dati del lei” sono talmente ben disposto verso il mondo animale che sento di avere più affinità elettive con un doberman o con un coccodrillo piuttosto che con un mio condomino che la notte scava abusivamente sotto le fondamenta del palazzo in cui abito per ricavarsi una cantina. Ogni tanto però provo a immaginare la situazione a parte invertite: il maggiore quotidiano canino che nella sezione “Qua la mano” non fa che raccontare quanto sono buoni gli uomini. Commovente, almeno finché esisteranno cani che ci credono.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Non c’è quotidiano online che si rispetti che non abbia la sua brava sezione di promozione animale, dove ci si commuove guardando foto e video di cani e gatti -ma le balene e le stelle marine non sono escluse, dal comportamento antropomorfo…”

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