QUANDO ERAVAMO RE


Editoriale del 21 ottobre 2013

“Am the champ, am a prophet, am the greatest”

Cosa importano il silenzio e le mani che tremano se la storia parla con la tua voce arrogante e milioni di alluci cercano il segreto di una danza irripetibile. L’ho letto dentro un casco moscio e impregnato di sudore, dimenticato in uno stipetto mentre sul ring i ragazzi vivono la catarsi dell’omicidio e della potenza: “Se hai mai sognato di battermi è meglio che ti svegli e chieda scusa”. Alì, non era solo una smargiassata di strada, il tuo coincidere con l’iperbole. Resisterà sempre come bischerata tragica sull’incolmabile distanza che divide il torpore degli uomini e il canto del genio. La beffa era forma melanconica di una coscienza, oltre le parole e dritto sul grugno del potere: “Non ho niente contro i vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”. Mi sono guardato intorno e ho accarezzato i pensieri dei compagni, la fatica del muratore e l’orgoglio dell’immigrato, il dolce vuoto della pupa adolescente e il rancore triste della giovane madre. E’ periferia Alì. Volare e atterrare sempre qui, in questo momento di ubiquità che sono gli ultimi. C’è un’entropia nell’eterna combustione sociale. Io guardo il vuoto, non la fiamma. Il sudore come una preghiera finale ai profeti della dispersione e della resistenza. Danzare come una farfalla, pungere come un’ape, Alì.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

Quando eravamo re – film documentario del 1996 diretto da Leon Gast.

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