IN QUANTI A NATALE?


Editoriale del 10 dicembre 2020

Altiero S. ha deciso: passerà il Natale da solo. La paura di contrarre il COVID ha sicuramente influito, però è da quando ha trovato una bomba a mano inesplosa tra le patate acquistate al supermercato (una vecchia granata a frammentazione Strozza Peroni) che Altiero non è più lo stesso. Ispeziona scrupolosamente il contenuto di qualsiasi pacchetto, sacchetto, scatoletta o lattina si accinga a mangiare, cucinare o bere. E non passa giorno che non rintracci pietre, pezzi di plastica, di metallo o di legno, denti, frammenti di guscio o di osso, schegge di vetro. Corpi estranei, quando è particolarmente fortunato scopre nel cibo mozziconi di sigaretta, viti, piccoli animali. Si chiede ogni volta quanti bulloni abbia ingerito senza accorgersene. Tutto ciò ovviamente ha accentuato la sua naturale predisposizione all’estraniamento. Figuriamoci partecipare a un cenone di Natale con tutti i chiodi che possono nascondersi nel panettone o i sassi nelle lenticchie. Dunque ha deciso: resterà da solo. Forse era solo anche prima. Prima, intendo dire, che arrivasse il COVID, prima che trovasse quella maledetta granata tra le patate.
Marco Schintu (Assessore alle Politiche Sociali di Aristan)

“Dunque ha deciso: a Natale resterà da solo. Forse era solo anche prima. Prima, intendo dire, che arrivasse il COVID, prima che trovasse quella maledetta granata tra le patate”.
Da IN QUANTI A NATALE? – Editoriale di Marco Schintu (Assessore alle Politiche Sociali di Aristan)

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