QUANTO CI È COSTATO RISPARMIARE


Editoriale del 8 luglio 2020

 

Stiamo facendo i conti dell’emergenza coronavirus e degli enormi costi, non solo economici, ma anche sociali che ha comportato, bruciando risorse incalcolabili sull’uno e sull’altro versante. Da questo bilancio emerge una verità inconfutabile: quanto stiamo pagando oggi l’insensata politica di risparmio di ieri, basata sul taglio selvaggio e indiscriminato dei servizi ai territori che ha determinato non solo lo spopolamento dei piccoli centri, ma ha anche indebolito le funzioni urbane essenziali, chiave dello sviluppo anche delle città: la sanità, l’istruzione, la ricerca, soprattutto.

La ricostruzione di quanto è successo in Val Seriana attesta che a dicembre del 2019 questo territorio era già impestato dal Covid-19, senza saperlo, o meglio, senza conoscere il nome del nemico invisibile che stava già picchiando sui polmoni degli ignari cittadini. Questo dato emerge dai referti forniti dall’Azienda per la Tutela della Salute di Bergamo ai magistrati che indagano sulle cause del dilagare del virus. Questa documentazione attesta almeno 110 polmoniti sospette nell’ospedale di Alzano diagnosticate tra novembre 2019 e gennaio 2020, molto prima quindi del riconoscimento dei prima casi di coronavirus. In quell’ospedale già a fine 2019 una quarantina di persone erano ricoverate per virus sconosciuti. Si riveleranno più tardi, sessanta giorni dopo, quando ormai era tardi per arginare l’epidemia: così tra gennaio e febbraio l’impennata aumenta, fino ad arrivare al 23 febbraio, quando il coronavirus viene individuato ufficialmente nella Bergamasca, due giorni dopo l’emersione del Paziente 1 a Codogno. Il racconto dei farmacisti (soprattutto comunali) del territorio segnala una massiccia, abnorme uscita di farmaci prescritti dai medici per polmoniti anomale (anche per bambini) a partire da dicembre fino a fine febbraio, a tal punto che a fine febbraio le farmacie non ne avevano più. Si tratta degli stessi farmaci poi inseriti nel protocollo farmacologico per la cura del coronavirus. Un efficiente servizio di medicina territoriale e di prevenzione avrebbe potuto mettere in relazione queste segnalazioni dei farmacisti con i primi sospetti dei medici su quella crescita repentina e senza precedenti di malattie polmonari e lanciare un allarme. Ma quel servizio non c’era: era stato tagliato in nome di una miope politica risparmio e dell’improvvida valorizzazione dei “centri d’eccellenza” a scapito dei presidi territoriali.

Oggi è non solo lecito, ma doveroso chiedersi: quanto ci sono costati, soprattutto in termini di vite umane, quel risparmio e la politica dei tagli lineari fatta in nome e per conto di esso?

Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

 

 

Oggi è non solo lecito, ma doveroso chiedersi: quanto ci sono costati, soprattutto in termini di vite umane, quel risparmio e la politica dei tagli lineari fatta in nome e per conto di esso? (da QUANTO CI È COSTATO RISPARMIARE – Editoriale di Silvano Tagliagambe)

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