QUINDI NON SONO UN LEONE


Editoriale del 27 ottobre 2019

Sostiene lo psicologo americano Michael Breus che i cicli del sonno determinano la nostra personalità. Possiamo essere delfini, leoni, orsi o lupi, decide l’ipotalamo. E non è una cosa da poco. Introversi o espansivi, lunatici o solitari non ci resta che affidarci alla scienza per stabilire il quando. Perché, sostiene Breus, ci sono tempi precisi da rispettare affinché le nostre azioni siano efficaci, si tratta solo di allinearci con il nostro orologio biologico. Così il momento giusto per innamorarsi varia: la sera per i delfini, il mattino per i leoni. Per la precisione: alle 20 per i delfini, alle 7 del mattino per i leoni, alle 16 e alle 23 per orsi e lupi, rispettivamente. Volete telefonare a un amico? Non chiamate mai un leone alle 22, meglio alle prime luci dell’alba. Per le litigate con il partner gli orsi si tengano pronti alle 17, i lupi aspettino le 20. Così per il sesso, per l’esercizio fisico, per il risveglio, per il cibo. Il test per capire a quale gruppo si appartiene non è disponibile online. A istinto io non sono un leone. Perché letta al mattino questa disperata tensione all’efficienza mi fa ribollire il sangue e mi pare il frutto scontato di un capriccio capitalista mascherato da meditazione zen. Quindi non sono un leone, perché i leoni al mattino sono concilianti. Sono convinta di essere un lupo. Per questo per incazzarmi davvero non mi resta che aspettare mezzanotte.
Eva Garau (Precaria di Aristan)

Sono convinta di essere un lupo. (da QUINDI NON SONO UN LEONE, editoriale di Eva Garau)

da La lupa (1953) diretto da Alberto Lattuada

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