REPETITA IUVANT


Editoriale del 28 gennaio 2018

Come nessun altro episodio nella storia dell’umanità la Shoah dimostra la ferocia dell’uomo e la sua indifferenza. La presa di coscienza, la vergogna, ha fatto in modo che l’ecatombe subita dagli ebrei d’Europa sia oggi parte di ogni memoria nazionale. Dalle elementari alle superiori, ogni anno, i cuccioli d’uomo sono chiamati a misurarsi con l’orrore in lezioni, documentari, temi, incontri, forme cinematografiche. Affinché non accada più, affinché il sacrificio di sei milioni d’individui tracci una linea non oltrepassabile nella storia morale delle anime. È accaduto qualcosa, tuttavia. La storia è divenuta mito e il mito in quanto tale pulsa oggi in un iperuranio contemplabile, ma non accessibile, non declinabile in realtà. Non si spiegherebbe altrimenti la pavida attitudine dell’illuminato continente nei confronti dei migranti inabissati nel Mediterraneo. Siamo davanti allo stesso genere di barbarie, per numero, progettazione, folle accanimento vestito di metafisica purezza? No. Ma un esempio, anzi l’esempio della rifondazione radicale non avrebbe forse dovuto stillare fra i decenni e rendere inammissibile regressioni all’animalità di qualsiasi proporzione? No evidentemente, altrimenti non avremmo Israele, pargolo e custode del mito della rinascita, trasformato in oppressore in Palestina. Scrive con tristezza chi ha dedicato mesi della sua vita a studiare con immensa devozione Vittorio Tredici, podestà della città di Cagliari, Giusto fra le Nazioni. La Shoah dimostra come nessun altro episodio nella storia che tutto deve ripetersi.

 

Luca Foschi (Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

 

Israele, pargolo e custode del mito della rinascita, trasformato in oppressore in Palestina (da REPETITA IUVANT – Editoriale di Luca Foschi)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA