RIFLESSI CONDIZIONATI E CANI


Editoriale del 18 giugno 2012

Il riflesso condizionato, spiega l’enciclopedia, dipende “dall’associazione ripetitiva di uno stimolo a una reazione fisiologica o istintiva”. Questa scoperta valse il premio Nobel a Pavlov nel 1904. E allora: sarà riflesso condizionato monitorare il telefonino ogni due minuti quasi fosse un paziente un coma?, sarà riflesso condizionato tuffarsi appena possibile su Facebook, Twitter e surrogati?, sarà riflesso condizionato sfogliare una cosa qualunque (anzi: qualunque cosa) sull’ iPad appena c’è un minuto libero? Da queste domande ne nasce un’altra che ci riguarda direttamente: qual è la differenza tra noi e i riflessi condizionati dei cani-cavia di Pavlov? Non abbaiamo, certo. Sul resto, omissis.
 
Giorgio Pisano
 

COGLI L’ATTIMO

 

da Cuore di cane (1976) diretto da Alberto Lattuada con Cochi Ponzoni

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