SALMO 101 Cose da deserto


Editoriale del 2 settembre 2017

Immagini di deserto fiorito hanno fatto in questi giorni riposare i nostri occhi fra le purtroppo solite immagini di devastazioni, naturali e artificiali, come si potrebbe distinguere, se quelle causate dagli uomini qualcuno ha ancora speranza di chiamarle “artificiali”. Il deserto di Atacama, decine di volte più arido della “Valle della Morte”, «virtualmente sterile», smentisce, a cicli rallentati, questa voce sul suo conto. Ma in anticipo di cinque anni, le piogge d’inverno sono fiorite ad agosto, e questa volta senza alluvioni sui villaggi limitrofi. Che nessuno, del resto, avrebbe fotografato, se non forse i turisti, per far eterni i colori, dimenticando i dolori.

E mi son ricordato di un Giobbe intestardito:
a volere razionalità e simmetrie tra bene e male, premi e castighi,
un “ordine finalmente” in questo mondo;
e che invece da un “discorso divino” è invitato a contemplare:
non un “mondo perfetto” dove i conti tornano,
un “mondo dovuto” ai sogni dei giusti o di chi si crede giusto,
un mondo per apologeti del bene a paraocchi fissati più di Giobbe,

ma un mondo con un resto indomabile di caos,
un mondo a negare creazioni finite “molto buone”
e riportarle fra le contraddizioni della storia (Gen 1,1-2,3),
un “mondo non dovuto”, dove il gratuito e il superfluo
fanno già spazio a una giustizia non «superiore» ma «superflua» anch’essa,
o «sovrabbondante», se solo così a voi sembra più vera,
giustizia che desidererà a compimento,
un giorno, su un monte, un nazareno (Mt 5,20),

lui, Verbo divino, ma che aveva in sinagoga fatto sue
le parole umane del profeta:

«Chi ha tagliato un canale all’alluvione,
e una strada al lampo dei rimbombi,
per far piovere su terra senza uomo,
su un deserto senza traccia di terrestri,
per saziare un annientamento e un niente (shoah umshoah),
e germogli d’erba far uscire?» (Gb 38,25-27)

Così contemplo fiori risorti da ogni shoah umana e disumana.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)

Il deserto di Atacama, decine di volte più arido della “Valle della Morte”, «virtualmente sterile», smentisce, a cicli rallentati, questa voce sul suo conto (da SALMO 101 Cose da deserto, editoriale di Antonio Pinna)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA