SALMO 106 i lupi di sera


Editoriale del 7 ottobre 2017

Di “lupi solitari” ci parlano ogni tanto le cronache, almeno quando non parlano del “branco”. Ai commenti di un giorno non vogliamo aggiungere il nostro. Altre volte sono i gufi a passarci, per non parlare dei corvi. I serpenti non sembrano di moda. Le farfalle resistono, e purtroppo non per i colori.
Ora, i lupi sono, a quanto pare, tra gli animali più studiati, e proprio per la loro supefacente organizzazione di gruppo, descritta questa volta in termini umani, con gerarchie inevitabilmente, guarda un po’, maschili e femminili. La figura del lupo solitario abita più nelle foreste del romanticismo letterario (“diventa lupo solitario”, esorta qualche improvvido guru), e ha poco a che fare con quei lupi più anziani, in genere maschi, che per la loro debolezza cominciano a staccarsi dal gruppo, camminando più lentamente e forse ragionando a modo loro di eutanasia. Solo qualche lupo più giovane si stacca dal gruppo non per morire, ma per averne uno in proprio, di cui essere capo.
I testi biblici sembrano più realistici. Se «Beniamino è un lupo che sbrana: al mattino divora la preda e alla sera spartisce il bottino” (Gen 49,27), due volte si parla di «lupi di sera, che non hanno rosicchiato al mattino». E se da una parte si dimentica che in Sofonia 3,3 i “lupi di sera” sono gli insaziabili capi, di turno al potere, d’altra parte del famoso miracolo di san Francesco si dimentica che egli “contrattò” con il lupo, assicurandogli che gli abitanti di Gubbio avrebbero provveduto alla sua colazione del mattino, lasciando la sera all’amicizia e non più alla paura.

«Ecco, io vi mando come pecore in mezzo a lupi;
siate prudenti come serpenti e semplici come le colombe»,
hai detto, Signore, ai dodici del tuo branco.
Ma era un branco da te vaccinato contro fami insaziabili
di poteri sognati al mattino.
I lupi di sera, Signore, non sono solitari.

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

La figura del lupo solitario abita più nelle foreste del romanticismo letterario (“diventa lupo solitario”, esorta qualche improvvido guru), e ha poco a che fare con quei lupi più anziani, in genere maschi, che per la loro debolezza cominciano a staccarsi dal gruppo, camminando più lentamente e forse ragionando a modo loro di eutanasia (da SALMO 106 i lupi di sera, editoriale di Antonio Pinna)

L’incontro con Lupo solitario

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