Salmo 118 IO NEANDERTHAL, TU SAPIENS


Editoriale del 30 dicembre 2017

Neanderthal.
Così, vedo che ci chiamate «Un’esplorazione alternativa della condizione umana». Ma noi abbiamo già conosciuto la fine. Siamo scomparsi lentamente, quasi senza accorgercene. Non abbiamo avuto storie universali di salvezza, come alcuni di voi, che sognano fini del mondo a dar senso alla storia. Voi cercate senso investigando origini. Forse avreste più da imparare dalla nostra fine.

Sapiens.
È vero. Noi investighiamo origini e sogniamo futuri. Le fini ci fanno paura. Chissà poi perché vi chiamiamo alternativi, se siete finiti. O forse, imparando dalla vostra storia finita, potrebbe la nostra essere diversa?

Credens.
È vero: per voi il mondo è finito tra i 50 e 40 mila anni fa.
Ma è forse finito il vostro mondo?
Non avete avuto un “salvatore” universale?
Certo non avete mai festeggiato Natali.
Una storia, forse, senza salvezza?
O senza bisogno di una certa salvezza?
Quella molto paludata di provvisorio scambiato per eterno.

Ricordi? Siamo vissuti insieme, anche sul Monte Carmelo,
e di Nazaret, poco lontana, né tu né io sapevamo niente.
Potrà la storia particolare di un Figlio di Nazaret
essere storia comune di ogni umanità alternativa,
di quelle finite come di quelle ancora da venire?

In fondo, Signore, tu ami in noi
ciò che hai amato nel Figlio.
Sapiens o Neanderthal o chissà.

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

In fondo, Signore, tu ami in noi / ciò che hai amato nel Figlio. / Sapiens o Neanderthal o chissà. (da Salmo 118 – IO NEANDERTHAL, TU SAPIENS, editoriale di Antonio Pinna)

da Ulisse (2016) una trasmissione di Piero Angela

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