Salmo 136 L’ABBAGLIO DELLE TRE N


Editoriale del 5 maggio 2018

Naturale, Normale, Necessario: un percorso che sembra logico, ma lo è veramente? Normale, in natura, sembra essere solo la compresenza di differenze. Le frequenze statistiche lasciano sempre spazio a percentuali reali di qualità e comportamenti diversi: come parlare dunque di “contro natura”? In più, i percorsi evolutivi sono lì a ricordarci che la natura è il luogo di possibilità aperte al nuovo e all’imprevisto, più che di necessità incapaci di cambiamento e adattamento, e quindi chiuse al futuro.

L’hanno ignorato, lungo la storia, e lo vogliono ancora ignorare ideologie e chiese abbagliate da un “ordine naturale” che prendono a fondamento della loro propria sopravvivenza, e quindi a esclusione, quante volte violenta, di ogni “differenza”, chiamata volentieri “devianza”.

Eppure, gli antichi credenti ai quali dobbiamo il libro di Giobbe (nota bene: un non ebreo, non proprio “normale” in una raccolta di libri ebraici), avevano intuito che di fronte all’idea di “ordine” su cui Giobbe fonda la sua accusa di ingiustizia a Dio, bisogna prendere atto di quanto nel mondo c’è di “non controllabile” da parte dell’uomo. Ed ecco, in bocca a Dio una serie di domande rivolte a Giobbe su cinque paia di animali appartenenti al mondo estraneo di terre selvagge, fuori dai confini coltivati e dominati dall’uomo (Gb 38,39-39,30). Una specie di cammino inverso al primo capitolo della Genesi, dove tutto è in ordine e “ben separato”.

Un “inno” dove tutto è in ordine, perché “ben separato”,
piace molto ai tuoi credenti, Signore.
Preferiscono invece non capire
le tue parole poco normali

al poco normale uomo della terra straniera di Us,

integro e retto, chiamato Giobbe.

 

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

 

Eppure, gli antichi credenti ai quali dobbiamo il libro di Giobbe (nota bene: un non ebreo, non proprio “normale” in una raccolta di libri ebraici), avevano intuito che di fronte all’idea di “ordine” su cui Giobbe fonda la sua accusa di ingiustizia a Dio, bisogna prendere atto di quanto nel mondo c’è di “non controllabile” da parte dell’uomo. (da Salmo 136 L’ABBAGLIO DELLE TRE N, editoriale di Antonio Pinna)

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