Salmo 158 Alla faccia


Editoriale del 13 ottobre 2018

Nell’Iconologia di Cesare Ripa, una raccolta del 1593 che spiega come, secondo le fonti classiche, si possono rappresentare ben 1250 sentimenti e tipi di personalità, chi prova rancore viene descritto pallido e magro, dominato da sentimenti di mediocrità che gli impediscono aperte dichiarazioni di odio, ma che lo mantengono pronto ad approfittare di opportune occasioni di vendetta. L’animale scelto per rappresentare questa violenza solo in parte repressa è l’orso, «il quale è di sua natura precipitosissimo all’ira», e la sua scelta giustificata con l’episodio del profeta Eliseo, che, preso in giro per la sua calvizie da un gruppo di “bulletti” ante litteram (venivano dalla città di Betel), «li maledisse nel nome del Signore». Allora, dice il testo, «uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei bambini», e, come se niente fosse successo, conclude: «Di là egli andò al monte Carmelo, e quindi tornò a Samaria» (2 Re 2,23-25).

Poveri animali, Signore.
Per salvare la nostra faccia,
la facciamo perdere a loro.
E povero anche tu, Signore,
quando i tuoi profeti
vogliono salvare la propria.

Antonio Pinna

Salmista ad Aristan


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