SALMO 176 FATTORE SS


Editoriale del 16 febbraio 2019

Perché (si fa) il male? 1. Perché mi serve. 2. Perché mi piace. 3. Perché mi attrae. 4. Perché mi è naturale. È la sintesi estrema di un recente libro di un filosofo su «La stupidità del male». Ma forse si può ancora restringere se di queste quattro motivazioni individuo il minimo comune denominatore: il fattore “SS” = Sé Stesso.

Ma la presenza più pericolosa del fattore SS è nella quarta motivazione, perché più mascherata: un “sopra-essere” immaginato a fondamento del proprio “sopra-fare”. Come tanti Dracula, ci si costruisce un dogma a santificare la propria aggressiva e violenta vanità.

Nell’udienza di mercoledì scorso, Papa Francesco ha posto una domanda: “Se io domandassi a voi qual è l’assenza impressionante nel testo del Padre Nostro, non sarà facile rispondere. Manca una parola, una parola che ai nostri tempi – ma forse sempre – tutti tengono in grande considerazione. Qual è la parola che manca nel Padre Nostro? Per risparmiare tempo, la dirò io: manca la parola “io”. Poi ha raccontato: «Una volta un cappellano di un carcere mi ha fatto una domanda: “Qual è la parola contraria all’io?”. Io, ingenuo ho detto “tu”’… Quello è l’inizio della guerra. La parola opposta all’io è il noi».

Ogni tanto sento qualcuno che vuole correggere la correzione di recente apportata al Padre Nostro, e giudica migliore italiano dire: «Non abbandonarci nella tentazione», invece che «Non abbandonarci alla tentazione». Il fatto, però, è che i traduttori dovevano per forza tener conto che nel greco per ben due volte è presente la preposizione “eis”, “verso, in”: nel verbo “eis-phero” (lett. “portare verso”) e prima del sostantivo «eis peirasmon» (let. “verso la prova”). Un raddoppio a dire la forza di attrazione del male, quella appunto da cui si chiede di essere liberati. La domanda successiva, quasi scomparsa dalle discussioni, era, e resta, simmetrica e complementare: «Ma liberaci dal male». Questione: Era davvero necessario correggere? Non è che i credenti con le loro correzioni, in qualsiasi modo giustificate, vogliano nascondere a SS, sé stessi, le loro “attrazioni”?

Alla mia messa la domenica,

ogni tanto intono il Padre nostro in latino,

dove, senza correzioni, si canta:

«NE nos IN-ducas IN-tentationem,

SED libera nos a malo».

Amen.

 

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

 

Come tanti Dracula, ci si costruisce un dogma a santificare la propria aggressiva e violenta vanità (da SALMO 176 FATTORE SS – Editoriale di Antonio Pinna)

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