SALMO 182


SONO CHI DIVENTO

Se incontrate uno che vi dice di avere appena scoperto l’America, voi prendete di sicuro le vostre precauzioni. Se invece in un dibattito televisivo o in un bestseller appare uno a rivelarvi di aver scoperto quanta violenza ci sia nella Bibbia dei cristiani, trova gli applausi di chi sembra aver bisogno sempre di un nuovo scandalo altrui per sentirsi a posto lui. Ormai ci siamo quasi abituati. È invece almeno sorprendente sapere come il Ministero degli Esteri inglese abbia rifiutato asilo politico a un musulmano convertito al cristianesimo, e che temeva, per questo, di essere condannato a morte nel suo paese di origine secondo la legge religiosa della sharia. I burocrati del ministero sono saliti in cattedra anche loro, e nella risposta in cui gli negavano asilo hanno tentato di spiegare al povero cristiano convertito che il cristianesimo era violento quanto i religiosi che temeva nella sua patria. Il profugo, appena convertito in cerca di pace, diventava realtà un elemento pericoloso per il cosiddetto “Regno Unito”, anche se con tutta probabilità non aveva mai letto i versetti bellicosi e sanguinari del libro biblico del Levitico, di cui gli veniva fatto carico, e che iniziavano dicendo: «Voi inseguirete i vostri nemici…». Il povero cristiano arrivava inseguito, e si sente invece accusare, da chi si scandalizza della violenza altrui, di essere lui l’inseguitore.
I ricorrenti e commoventi nuovi scopritori dell’America, come i burocrati del ministero inglese, trovano difficile capire che la Bibbia è un testo letterario, e che, già come tale, si legge in modo diverso dalla dichiarazione dei redditi o da un’iscrizione archeologica. Tanto più si legge in modo diverso da un documento contabile se, bontà loro, i nuovi scopritori accetteranno di capire in che senso gli uomini religiosi leggono la Bibbia come libro religioso, o, come essi dicono, “ispirato”, e non solo per sfoggiare culture linguistiche e archeologiche rimaste a metà crescita.
Se non ricordo male, e per citare uno che di per sé non è conosciuto come di parte “religiosa”, Gramsci diceva, più o meno, che un uomo, e in questo caso anche un libro, non si valuta in base a quello che è, ma in base alla direzione del suo cambiamento.
La bibbia è per i credenti la memoria di un cammino, di un “work in progress”. Il cammino di un Dio non violento che ha accettato (e accetta ancora) di accompagnare i primi passi di uomini tanto più violenti quanto più si sentivano (e si sentono) “credenti”. E questo è raccontato per liberare i credenti dalle apparenze facili delle virtù autocompiaciute. «La storia biblica è la storia della trasformazione dell’uomo credente.» Una “storia sacra” in cui ci fossero solo e subito esortazioni alla dolcezza o racconti di non violenza: questa avrebbe tutta l’aria di un imbroglio, costringendo a chiedersi com’era la realtà. Noi non sapevamo che cosa significavano i nostri appetiti e il racconto biblico ci obbliga a guardare in faccia la realtà. «Ma occorre, su questa strada, che l’appetito mostri il suo colore. E nella Bibbia lo mostra.» Come trasformare gli appetiti in desideri: questo resta da imparare al credente leggendo la sua Bibbia. Se lo impara, anche i nuovi scopritori, come sempre più poi che prima, lo scopriranno.

«Se Dio era (imperfettamente) presente alle vittorie (imperfette)
del suo popolo quando faceva la guerra,
è perché noi sapessimo che la mitezza non è debolezza.
Quando, con il Cristo, noi amiamo la mitezza,
è ancora la forza che amiamo.
Quando camminiamo dietro il Cristo che porta la sua croce,
è dietro a un vincitore che camminiamo.
Dio, camminando con un popolo guerriero,
lo conduceva verso la propria mitezza.
Ma, manifestandosi nella mitezza del Cristo,
Dio realizza in essa la più assoluta e la più radicale
di tutte le vittorie sul nemico.»

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

La bibbia è per i credenti la memoria di un cammino, di un “work in progress”. Il cammino di un Dio non violento che ha accettato (e accetta ancora) di accompagnare i primi passi di uomini tanto più violenti quanto più si sentivano (e si sentono) “credenti” (da SALMO 182 – SONO CHI DIVENTO – Editoriale di Antonio Pinna)

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