SALMO 195 LE ZANZARE: MA PERCHÉ?


Editoriale del 29 giugno 2019

In inglese è una canzoncina: The Lord in his wisdom made the fly, and then forgot to tell us why = Nella sua sapienza Dio creò la zanzara, ma poi si dimenticò di dirci perché. E un autore, sempre anglosassone, diceva: Dio non ha fatto niente di inutile, ma con la mosca ci è andato vicino.

Nella storia del pensiero, e in particolare nella storia dell’ecologia, il genere umano per lungo tempo e soprattutto nel mondo occidentale, si è sentito «il padrone» del mondo. I cristiani lo hanno giustificato, e ancora molti lo fanno, con una approssimativa e piuttosto ideologica traduzione di Genesi 1,28: «riempite la terra, soggiogatela, dominate…».
Alcuni si vantano di avere anche dal punto religioso una visione «antropocentrica», intesa nel senso che Dio tutto avrebbe fatto “in vista” dell’uomo, e lascio così il termine “uomo” perché in genere una simile teologia si è risolta in favore dell’uomo maschio, con il progressivo sviluppo di una specie di classe ancora più al centro del centro, quella del “clero”, appunto tutto maschile. Difficile, in questa ideologia antropocentrica trovare un posto cosiddetto “razionale” alla zanzara.

Difficile trovare un posto alla zanzara anche per quanti sono passati da una concezione teologica ed ecologica di “dominio” a quella cosiddetta “di cura del creato”, fondata in questo caso soprattutto in Gen 2,15: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse». A meno che non si accetti come “cura” della zanzara quella di favorirne prima la proliferazione con ogni genere di trascuratezza idrica e ambientale volta a moltiplicarle, e poi vendicarsi poco coerentemente su di esse inventando ogni genere di insetticidi, salvo poi a scoprire di doverli proibire, perché più efficaci a danneggiare gli umani bambini più che le zanzare adulte. Come cura del creato non c’è male: si viene a scoprire che l’uomo, nella sua storia, è molto più pericoloso e dannoso delle zanzare.

Il guaio è che sia nella concezione del “dominio” sia in quella della “cura” del creato, gli umani (soprattutto maschi e sottoclassi) si credono sempre al centro di tutto. E come tutti quelli che si vedono al centro di tutto, di uno stato, di una chiesa, di una città, di una diocesi, di una parrocchia, di una qualsiasi cosa di cui si possa inventare un “centro” e un “centro del centro”, non si accorgono di essere molto più fastidiosi e soprattutto molto più dannosi di una zanzara. E anche in questi casi, non c’è DDT che tenga.
Un po’ di umiltà, no? A partire da pensatori e ricercatori non religiosi, da qualche tempo si parla non di “dominio” o di “cura”, ma di “cittadinanza”. Un certo Francesco di ieri e uno di oggi, parlano di “fratellanza”. Ma è un discorso per un altro salmo. Ora, è spontanea, Signore, anche di questi tempi, la preghiera più ripetuta dagli antichi salmisti:

Fino a quando, Signore?

(Almeno 17 volte: cf. Salmo 4,3; 6,4; 13,2 4volte; 35,17; 62,4; 74,9.10; 79,5; 80,5; 82,2; 89,47; 90,13; 94,3 2volte).

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

Nella sua sapienza Dio creò la zanzara, ma poi si dimenticò di dirci perché – da SALMO 195 LE ZANZARE: MA PERCHÉ? – Editoriale di Antonio Pinna

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