Salmo 198 LA SOLITUDINE DEI NUMERI NASCOSTI


Editoriale del 20 luglio 2019

Follower? Non si traduce. Influencer? Nemmeno. Sembravano esistere, a guardare i numeri dei «mi piace» (questo si traduce). Ma se d’ora in poi i «mi piace» li vede solo l’influencer asimmetrico, che influencer sarà? Separare qualità da quantità, non fa esistere a stipendio. E i follower chi li consolerà della solitudine dei numeri nascosti?

Ai tuoi tempi, Signore, quando dicevi «Follow me – Seguimi»,
seguire era reciproco ascoltarsi,
follower si diceva “discepolo”,
influencer si diceva “maestro”.
«Non vi chiamo servi», dicesti una volta, «ma amici»:
perché l’amico sa l’intimo e l’intero,
il servo solo a parte e l’apparente.

Il rapporto di “su Maistu” con “su dischente/s’iscienti” *
era in Sardegna rapporto a generare,
era nascere alla società,
con due padri e un mestiere.
Forse, certi termini, se non li traduciamo più,
è per vergogna,
rapporto a scomparire.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Maestro”, “Discepolo”

Ai tuoi tempi, Signore, quando dicevi «Follow me – Seguimi», / seguire era reciproco ascoltarsi, / follower si diceva “discepolo”, / influencer si diceva “maestro” (da Salmo 198 LA SOLITUDINE DEI NUMERI NASCOSTI – Editoriale di Antonio Pinna)

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