Salmo 199 INCUBI O SOGNI?


Editoriale del 27 luglio 2019

Se Martin Luther King avesse detto «I have a nightmare» invece che «I have a dream», «Ho un incubo», invece che «Ho un sogno» – avrebbe avuto i medesimi risultati? lo citereste ancora oggi? C’è chi sostiene che inondare le teste di numeri anticipando un livello del mare più alto di tre o di cinque centimetri, serve solo a fare inutile terrorismo senza convincere nessuno ad atti più ecologici. Uno si sente soldato senza esercito in una battaglia impossibile da vincere da solo. Sembra invece che sia più efficace offrire esperienze positive di collaborazione ecologica soprattutto in età scolastica di formazione delle idee.
E sarà anche vero che i risultati ottenuti da Luther King sembrano di nuovo messi in discussione da gente che ama gli incubi, ma per quella sua frase c’è chi non ha finito di sognare.

E trovo davvero curioso che un’idea simile
l’avesse l’antico saggio detto Qoheleth,
considerato l’autore biblico più pessimista:

«Meglio una manciata guadagnata con calma,
che due manciate con tormento,
e una corsa dietro al vento. […]
Meglio essere in due che uno solo,
perché otterranno migliore compenso per la loro fatica.
Infatti, se cadono, l’uno rialza l’altro.
Guai invece a chi è solo:
se cade, non ha nessuno che lo rialzi.
Inoltre, se si dorme in due, si sta caldi;
ma uno solo come fa a riscaldarsi?
Se uno è aggredito, in due possono resistere:
una corda a tre capi non si rompe tanto presto.
(Qohèlet 46.9-12)

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

Se Martin Luther King avesse detto «I have a nightmare» invece che «I have a dream», «Ho un incubo», invece che «Ho un sogno» – avrebbe avuto i medesimi risultati? lo citereste ancora oggi? (da Salmo 199 INCUBI O SOGNI? – Editoriale di Antonio Pinna)

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