SALMO 216 POTERE, CALAMITE E STUPIDITÀ


Editoriale del 23 novembre 2019

1937«L’intelligenza mette il padrone sul “chi vive”. Nel subordinato la si apprezza solo insieme a incondizionata devozione.» (Roberto Musil, Sulla stupidità).

2019: Non di raro, i cosiddetti leader «amano circondarsi di persone mediocri o in difficoltà che dipendono da loro in tutto e per tutto: la fragilità dei sottoposti è una garanzia di fedeltà assoluta. Senza contare che un sottoposto succube o incompetente rassicura il capo perché non ne minaccia il potere e l’autorevolezza» (Irene Tinagli, La grande ignoranza).

 

Diceva Manzoni: «Così va spesso il mondo… voglio dire così andava nel secolo decimosettimo. Mai dire che così va ora il mondo. Tanto meno, si potrà dire che così talvolta va anche la chiesa. Meglio avere attorno teste a inchinarsi che teste a pensare.

 

Eppure, Giobbe, mi sembrava avere un’idea diversa,

diversa idea di sé perché diversa idea di Dio:

«… non adulerò nessuno, perché io non so adulare:

altrimenti il mio creatore in breve mi annienterebbe» (Gb 32,22).

 

Allora, qualcuno si è sbagliato, Signore?

Tranquilli, nel secolo decimosettimo.

 

Antonio Pinna

Salmista ad Aristan

 

Meglio avere attorno teste a inchinarsi che teste a pensare (da SALMO 216 POTERE, CALAMITE E STUPIDITÀ – Editoriale di Antonio Pinna)

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