Salmo 224 «SAN PAOLO NAUFRAGO» A GÒMENE TAGLIATE


Editoriale del 18 gennaio 2020

 

«Eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta e il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l’attrezzatura della nave. Da vari giorni non comparivano più né sole né stelle e continuava una tempesta violenta; ogni speranza di salvarci era ormai perduta.»

A un certo punto, i marinai pensano di mettersi in salvo con la scialuppa, lasciando i 246 passeggeri al loro destino sulla piccola nave.  Ma un certo Paolo si rivolge al corpo militare di sicurezza della nave dicendo: «Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo». Allora i soldati tagliarono le gómene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare». (Atti degli Apostoli, cap. 27-28)

 

C’è sempre stato, in mare

e oggi soprattutto in terra,

dove è anche più comodo pensarlo,   

chi è più furbo a volere salvarsi da solo.

Il tuo santo apostolo, Signore,

avvisò chi poteva a tagliargli le gòmene.

 

Per la cronaca,

quei naufraghi approdarono a Malta,

«furono accolti con gentilezza»,

e da miracolo nacque miracolo:

«Ci colmarono di molti onori e,

al momento della partenza,

ci rifornirono del necessario».

Per questo a Malta il 10 febbraio di ogni anno

la festa di San Paolo Naufrago

è una delle feste pubbliche più importanti.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

Eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta e il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico (da Salmo 224 «SAN PAOLO NAUFRAGO» A GÒMENE TAGLIATE – Editoriale di Antonio Pinna

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