SALMO 244 SIA RESPIRO L’AMORE TRA NOI


Editoriale del 6 giugno 2020

Respiri, tra mascherine sì o no e un piede bianco su un collo nero. Respiro: la vita e i suoi contrari in una sola parola. «Mi manca il respiro», è l’emozione immobile di un attimo in un culmine di vita, è l’attimo non più attimo in cui cessa ogni ritmo. Nel vocabolario degli amanti parla d’amore che unisce, nel vocabolario del virologo parla di sospetto che distanzia.
Respirare, azione individuale e collettiva insieme, se ce n’è una. Forse per questo la mascherina socialmente corretta mi fa pensare alla velleitaria copertura della foglia di fico con cui l’uomo e la donna del racconto biblico, scopritori dell’altra faccia della nudità, quella della vergogna, se ne proteggono dopo avere imparato dalla prima faccia il valore positivo che li aveva rivelati «aiuto corrispondente» l’uno per l’altra. Mascherine come foglie di fico, ormai simbolo di ogni illusione bisognosa ancora di imparare.

Inspirare, espirare, pausa: conoscere ritmo e ritmi della vita, una cosa e il suo contrario, rientrare in sé e andare verso.

Saperti, infine, Dio Trinità,
non mistero incomprensibile, ma compito e grazia
di un “respiro santo” a unire uguali e distinti
in una “unica respirazione d’amore”.

Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

Saperti, infine, Dio Trinità,
non mistero incomprensibile, ma compito e grazia
di un “respiro santo” a unire uguali e distinti
in una “unica respirazione d’amore”.
Dal SALMO 244 SIA RESPIRO L’AMORE TRA NOI – Editoriale di Antonio Pinna

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