SALMO 247 GLI ATTIMI CHE NON HANNO ANNIVERSARI


Editoriale del 27 giugno 2020

Perché «Der Augenblick ist Evigkeit», l’attimo è eternità, scrisse Goethe. «Compiango gli uomini che si lamentano tanto della transitorietà delle cose e si perdono nella contemplazione della vanità terrena. Noi esistiamo proprio per rendere eterno ciò che è passeggero; e questo può avvenire quando si apprezzi sia il transeunte sia l’eterno».

Sto pensando alla rassomiglianza che c’è tra questa frase di Goethe e questa altra che invece mi ha detto l’altra mattina la Sorella monaca Priora del Monastero dove mi reco ogni mattina: «Padre deve sapere che nella nostra famiglia contemplativa vige un proverbio o un principio: di festa in festa alla grande festa». Come dire: di attimo in attimo al grande attimo eterno. Sono rimasto senza obiezioni, se celebrare un anniversario non è commemorare o mettersi in mostra per altri scopi, ma dire il senso vissuto negli infiniti attimi che hanno dato continuità alla vita, superando anche il “discontinuo” che si poteva introdurre della singolarità di ciascuno.

Continuità di esistenza simile alla continuità della retta che i matematici definiscono come una infinità di punti discontinui. Così, In religione come in arte, l’attimo va oltre la successione passeggera del tempo e contro la regola della impenetrabilità dei corpi: eternità, appunto.

 «Tempo perpendicolare

 al corso dei cuori che passano» (Rilke, Alla musica, 1918).

Perché, per te, Signore,

«un solo giorno è come mille anni 

e mille anni come un solo giorno» (Bibbia).

 

Antonio Pinna

Salmista ad Aristan

 

 

di attimo in attimo al grande attimo eterno (da SALMO 247 GLI ATTIMI CHE NON HANNO ANNIVERSARI – Editoriale di Antonio Pinna)

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