Salmo 248 COMPIACIMENTO. ALLA FACCIA … -


Che parola ambigua. Ecco il Battaglia: «Il compiacersi. Sentimento di intima soddisfazione; senso di profondo piacere per un bene proprio o di altri, di perfetto soddisfacimento morale, intellettuale, estetico, ecc.». Da augurarsi a tutti tutta la giornata, soprattutto per quell’eccetera.

E tuttavia, non c’è niente di più antipatico di una persona “compiaciuta”, anche se i dizionari insistono nel parlarne bene, e solo sotto il termine attivo “compiacente” arrivano a dare esempi concreti negativi.  Noto però che anche nel «Dizionario dell’uso» di Tullio De Mauro, dove pure potrei aspettarmi esempi del “compiaciuto” universalmente detestato, trovo solo esempi positivi, ma sempre di qualcuno che si compiace di cose buone altrui, e non proprie. E si tratta di una curiosa coincidenza con un eventuale dizionario biblico, dove il senso positivo è sempre di qualcuno che si compiace per altri, e il senso negativo è invece di chi si compiace di sé, non solo nel male ma anche nel bene.

 

Eccetto una volta, quando Paolo accetta di vantarsi con i cristiani di Corinto, che sembra anticipassero l’amore alle foto in prima pagina, anche se non c’erano ancora i giornali diocesani e non si parlava di pastorale digitale:

 

«Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze,

negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni,

nelle angosce sofferte per Cristo:

infatti, quando sono debole, è allora che sono forte».

 

Non posso, Signore? E tuttavia, alla faccia dei selfies …

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

 

«Il compiacersi. Sentimento di intima soddisfazione; senso di profondo piacere per un bene proprio o di altri, di perfetto soddisfacimento morale, intellettuale, estetico, ecc.» (da Salmo 248 COMPIACIMENTO. ALLA FACCIA … – Editoriale di Antonio Pinna)

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