SALMO 250 AUTORITRATTO


Editoriale del 18 luglio 2020

Dalla stampa: «Quattro avvistamenti e quattro alert inviati da Seabird. Ma le guardie costiere di Italia, Libia e Malta li hanno ignorati. Il corpo del migrante è ancora in acqua, alla deriva…».

«L’anno scorso la Guardia costiera è andata a prendere una pecora a 24 miglia a largo di Lampedusa. I pescatori l’hanno vista e hanno avvertito le autorità. Siamo andati a riprendere una pecora e non andiamo a prendere un uomo… Tutti i morti del naufragio dell’ottobre 2013 sono stati recuperati: andammo sott’acqua a 60 metri di profondità».

«Con lui va alla deriva la pietas di un Occidente che aveva tra i valori fondativi della propria cultura quel principio di dare sepoltura ai corpi per cui Antigone fu pronta a morire, per cui il re Priamo ottenne dal nemico Achille di sospendere la guerra».

Ma quella testa impigliata parla di altre teste impigliate in parole gonfie di una cultura non più degna nemmeno di questo nome. Che, appunto, quando si sgonfia, ecco il risultato a due facce. E nessun volto.

Dalla Bibbia: «Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. Alla quarta generazione torneranno qui…». La promessa di un ritorno in libertà legata alla pietà di chi dà sepoltura? Di chi sarà dunque la quarta generazione? Di chi sarà il futuro?

 

Antonio Pinna

(Salmista ad Aristan)

 

“Con lui va alla deriva la pietas di un Occidente che aveva tra i valori fondativi della propria cultura quel principio di dare sepoltura ai corpi per cui Antigone fu pronta a morire “ (cit.)- da SALMO 250 AUTORITRATTO , Editoriale di Antonio Pinna

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