Salmo 252 C’È FRAINTESO E FRAINTESO


Editoriale del 1 agosto 2020

La comunità senza convento dei “Fra-intesi” è una delle poche che non soffre di mancanza di vocazioni. In genere sono vocazioni cosiddette adulte e anche personaggi in qualche modo famosi; scambiano il microfono di turno per chiamata di claque divina a profetare, dicono cose sbagliate nel modo sbagliato e nel posto sbagliato, ma poi, accorgendosi di aver sbagliato anche claque, dicono di essere stati fraintesi, con l’unico risultato di peggiorare la situazione. Le spiegazioni rischiano di aggiungere note stonate a note stonate, tanto per restare in tema, visto che l’ultimo “fra-inteso” vive fra note canore.

Maestro di altro tipo di fraintendimenti è il vangelo di Giovanni. Ecco il primo: alle autorità del Tempio di Gerusalemme che chiedono a Gesù “un segno” che spieghi come mai si è permesso di comportarsi da padrone nel loro territorio scacciando chi trasformava il luogo sacro in luogo di imbrogli di mercato, Gesù non dà un segno aggiuntivo, ma dice: «Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere». Le autorità lo prendono per uno che dice barzellette, visto che a costruire il tempo ci sono voluti quarantasette anni. Ma il testo dice: «Egli parlava del tempio del suo corpo».

Troppo, Signore, chiedere ai sacerdoti delle pietre

di vedere Templi in Parole fatte Corpo.

 

Antonio Pinna

Salmista ad Aristan

 

SALMO 252 C’È FRAINTESO E FRAINTESO (editoriale di Antonio Pinna)

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