Salmo 255: DRONI RONCOLE E PREGHIERE


Editoriale del 22 agosto 2020

 

Era 14 giorni che come tanti altri, lui nonno di un nipotino, si rattristava per quel bambino che i ricercatori non trovavano. «Tu che conosci la montagna, perché non vai anche tu a cercare?», gli ha detto la moglie. «Ho pregato il Signore che me lo facesse trovare, ho preso una roncola e con un amico siamo partiti… Ho percepito ancora prima di vedere. Per un odore che sentivo…».

Chi usava droni, motoseghe e cani molecolari ha dovuto riconoscere che lo strumento più adatto era una povera e semplice roncola: «Sì, un falcetto gli ha consentito di passare dove passano gli animali», dice il comandante dei Vigili del Fuoco. E il Procuratore aggiunge: «L’ho visto personalmente strisciare sotto passaggi alti 30 centimetri tra i rovi e ci ha indicato un altro posto dove potevano essere altri resti che abbiano rinvenuto». Al termine di diverse interviste, lui che ha trovato non fa che ripetere: «È stato un dono di Dio. Mi ha portato il Signore». «Era molto motivato», dice un volontario che era insieme con lui.

 

Chi crede in Dio, nella vita non fa niente senza una preghiera.

Ma in montagna, non fai niente senza una roncola.

La roncola parla del come, la preghiera parla del perché.

 

Anche una donna cercava le tue ossa, Signore,

e non le trovava nella tomba vuota.

Ma un “giardiniere” la chiamò per nome,

e lei riconobbe un corpo da abbracciare.

 

Era l’antica parola del profeta:

«Vento che vieni dai quattro venti,

soffia su queste ossa …

E si alzarono in piedi,

ed erano una forza grande, molto molto»

 

 

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

 

Chi usava droni, motoseghe e cani molecolari ha dovuto riconoscere che lo strumento più adatto era una povera e semplice roncola (da Salmo 255: DRONI RONCOLE E PREGHIERE – Editoriale di Antonio Pinna)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA