Salmo 257 QUANTI E TERRAPIATTISTI


Editoriale del 5 settembre 2020

Nel mentre che oggi esce un volume per spiegare, a detta del suo autorevole autore, non tanto la teoria dei quanti, ma piuttosto quanto i “quanti” sia difficile spiegarli, viene reso noto che una coppia durante la chiusura scese dal nord al sud Italia, facendo un tratto di viaggio in barchino, convinta di scoprire il “finis terrae” dopo l’isola di Lampedusa, e, chissà, scoprire forse un altro mondo senza virus.

Lo so che ha dell’incredibile. Ma questo sembra il nostro mondo. E dico sembra, perché, a un certo punto, mi viene anche da chiedermi, per paradosso, che differenza ci sia tra il massimo della scienza e il massimo dell’ignoranza, quando l’autore mi dice che, seduto con un suo collega “quantistico” di fronte a un mare stupendo, tutti e due si chiedono: «È davvero incredibile, come si può crederci? È come se non esistesse… la realtà…».

È forse la domanda fondamentale: una volta che si sa come è la realtà che non si vede, resta da capire il senso di ciò che si vede. È anche la domanda che il terrapiattista non si pone. E con lui tutti quelli che si accontentano dell’apparenza senza senso.

L’antico salmista esprimeva il suo stupore

di fronte alla piccolezza e alla grandezza degli umani

rispetto al mondo creato:

Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi”.

Tutto, Signore, ma non l’ignoranza

di chi resta nell’apparenza.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

 

«È davvero incredibile, come si può crederci? È come se non esistesse… la realtà…». (da Salmo 257 QUANTI E TERRAPIATTISTI – Editoriale di Antonio Pinna )

 

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