Salmo 260 ATTIMI = SEMI


Editoriale del 26 settembre 2020

«Quanto tempo è per sempre? A volte solo un secondo. E quanto tempo è un secondo? Quando ami, un’eternità» (Lewis Carroll, dialogo da “Alice nel paese delle meraviglie”).

È un peccato che il libro del Qohelet sia conosciuto quasi solo per la frase forse la più filosoficamente pessimista dell’intera bibbia ebraica: «vanità delle vanità: tutto è vanità», tutto è illusione e un inseguire il vento. Eppure, questo gruppo di operai alla giornata partecipanti a un “simposio da dopolavoro”, attorno a un bicchiere che a ogni giro viene riempito di nuovo, è capace il giorno dopo, dopo tanto pessimismo, di tornare al lavoro, sicuro di non perdere il tempo. Di fronte al mistero delle contraddizioni della vita, hanno scoperto il valore di ogni attimo vissuto in una piena consapevolezza, che non è solo la razionalità astratta di un certo cristianesimo da commercialista, con l’ossessione dei conti almeno in parità.
Così a uno dei brindisi, possiamo leggere una delle pagine forse più umanamente gioiose dell’intera bibbia, e il loro Dio non vi è assente:

«Su, mangia con gioia il tuo pane
e bevi il tuo vino con cuore lieto,
perché Dio ha già gradito le tue opere.
In ogni tempo siano candide le tue vesti
e il profumo non manchi sul tuo capo.
Godi la vita con la donna che ami
per tutti i giorni della tua fugace esistenza
quella donna che Dio ti concede sotto il sole,
perché questa è la tua parte
nella vita e nelle fatiche che sopporti sotto il sole.
Tutto ciò che la tua mano è in grado di fare,
fallo con tutta la tua forza,
perché non ci sarà né attività né calcolo né scienza né sapienza
nel regno dei morti, dove stai per andare.» (Qohelet 9,7-10)

E sembra di risentire la risposta del “terroso adamo” che,
sentendosi dire dal Dio del racconto: «polvere tu sei e in polvere tornerai”,
si gira verso la sua donna e gli dice:
«Va bene, sarò di nuovo polvere, ma nel mentre io ti chiamo “Vitalia”, “Viviana”,
perché sei la madre di noi, i Viventi” (parafrasi di Genesi 3,20).

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Tutto ciò che la tua mano è in grado di fare, 
fallo con tutta la tua forza,
perché non ci sarà né attività né calcolo né scienza né sapienza 
nel regno dei morti, dove stai per andare.”

Da Salmo 260 ATTIMI = SEMI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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