SALMO 261 COSE DA BAMBINI


Editoriale del 3 ottobre 2020

Cose da bambini? Esatto: dall’età di sette anni, la “bambina” indiana Licypriya Kangujam è la più giovane attivista per il clima. Nata il 2 ottobre 2011 a Bashikhong, nello Stato di Manipur, in India, è diventata famosa alle cronache nazionali quando, a giugno 2019, ha avviato una protesta di fronte al parlamento indiano indirizzata al primo ministro Modi per far approvare una legge per il cambiamento climatico. Ma la sua attività ha superato i confini indiani. Kangujam è andata in Africa dal 14 al 24 settembre a guidare lo sciopero per il clima nella città di Luanda. Cinquantamila bambini e ragazzi dell’Angola sono scesi in strada insieme a lei. Le Nazioni Unite l’hanno scelta come attivista ufficiale in difesa dell’ambiente, come già Greta Thunberg e Jamie Margolin.
Cose da bambini? «Impossibile! Gatta ci cova», dicono alcuni. Ma vista l’età in cui i “giovani” italiani vanno via di casa, a covare di più non sembrano le gatte.
Sembra un destino: quando in un discorso c’entrano i bambini, gli adulti non sanno bene come interpretarlo, e se possono, cambiano il testo. È successo a un versetto del Vangelo di Marco, dove i traduttori italiani della versione liturgica oggi in uso nelle chiese inseriscono, senza dirlo (grave scorrettezza), un verbo, rovesciando del tutto il senso della frase evangelica nel suo contesto: «In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come [lo accoglie] un bambino, non entrerà in esso». Il bambino da oggetto, accolto come “ultimo” (“burrumballa”, in sardo del Campidano quasi africano), diventa soggetto (il mitico “bravo” bambino, di cui moralisti più che esegeti inventano qualità di circostanza come “pass” di ingresso nel regno).
Storia già cominciata con un antico salmo, molto conosciuto, in cui, a confrontare la precedente traduzione con l’attuale appare che non si sa bene cosa fare dei «bambini e lattanti» nominati nel Salmo 8, verso 3. È Dio che «con la bocca di bimbi e di lattanti» afferma «la sua potenza contro i suoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli» (traduzione liturgica del 1971), oppure è il salmista che vuole innalzare sopra i cieli la magnificenza di Dio insieme «con la bocca di bambini e di lattanti», mentre Dio si è preparato una difesa contro gli avversari (traduzione usata oggi)? Il salmista, tanto più spaesato nell’immenso cosmo quanto più si vede minuscolo e insieme «coronato di gloria», riconosce che essere arrogante lo farebbe inutile nemico, mentre riconoscere, come bambino, la grandezza del nome del suo Dio lo rende per grazia «poco meno di un dio». Così, infatti, cominciava il Salmo: «O Signore, nostro Dio, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!».

Difficile, Signore, mettersi con gli ultimi, come tu hai fatto:
sulla croce, uno a destra e l’altro a sinistra.
Uno di quei tre ultimi lo accettò come più ultimo di lui,
ed entrò con lui nel regno.
Ma oggi discepoli ossessionati di morale
per entrare nel regno si inventano bambini perfetti,
sbagliando di classe dove essere primi.
Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

“Cose da bambini? «Impossibile! Gatta ci cova», dicono alcuni. Ma vista l’età in cui i “giovani” italiani vanno via di casa, a covare di più non sembrano le gatte. “
Da SALMO 261 COSE DA BAMBINI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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